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24 Giugno 2026

Gettonisti nella sanità: criticità sui contratti, aumento della spesa e reparti scoperti

La dipendenza dai medici e infermieri a gettone emerge come problema strutturale: contenziosi con fornitori, impatto economico oltre 1 miliardo nel biennio 2026-2026 e la possibile chiusura di pronto soccorso per mancanza di personale.

Gettonisti nella sanità: criticità sui contratti, aumento della spesa e reparti scoperti

La gestione del personale sanitario esterno è tornata al centro del dibattito pubblico per due ordini di ragioni: da una parte il rischio concreto che alcuni pronto soccorso chiudano per carenza di medici, dall’altra i numeri della spesa pubblica che certificano una dipendenza consolidata dal mercato dei cosiddetti gettonisti.

In Sardegna alcune strutture segnano turni scoperti e, come conseguenza diretta di contratti che si interrompono, è stata segnalata la possibilità che servizi di emergenza-urgenza rimangano privi di personale operativo. Sul fronte delle procedure amministrative, la vicenda ha acceso tensioni tra le amministrazioni locali e le società che forniscono il personale.

Contenzioso con il fornitore vicentino e il rischio di perdita di medici

Una società che aveva appaltato il servizio di guardia attiva per presìdi isolani ha notificato formalmente alla Regione una diffida per presunta interferenza nei rapporti contrattuali. La società sostiene di aver costituito una struttura operativa complessa per reclutare, formare e coordinare decine di medici liberi professionisti legati da contratti di prestazione d’opera che includono un patto di non concorrenza di 12 mesi dopo la cessazione del rapporto.

Secondo la lettera inviata all’ente, vi sarebbero state iniziative sistematiche volte a contattare direttamente quei professionisti proponendo concorsi straordinari o contratti individuali con le strutture sanitarie, aggirando l’intermediario. La società minaccia azioni legali e richieste di risarcimento se i contatti non vengono interrotti e se non si evitano accordi diretti con i medici coinvolti.

Impatto operativo: centinaia di turni scoperti

La difficoltà concreta è che, se gli incarichi affidati tramite la società venissero meno o i contratti non potessero essere rinnovati, un numero significativo di medici «a gettone» smetterebbe di operare nelle strutture dell’isola, con l’effetto immediato di lasciare scoperti oltre mille turni di pronto soccorso. Il rischio più immediato evocato è la chiusura temporanea di reparti per carenza di personale.

I numeri nazionali: oltre 1 miliardo di euro per il biennio 2026-2026

L’Autorità nazionale anticorruzione ha mappato la domanda pubblica per la fornitura di personale medico e infermieristico nel biennio 2026-2026 rivelando un ammontare complessivo superiore a 1,064 miliardi di euro. Questa cifra mostra come l’uso di contratti esterni non sia più un rimedio straordinario, ma una pratica diffusa per assicurare la continuità delle prestazioni ospedaliere.

Nel dettaglio, la spesa per i cosiddetti medici a gettone è aumentata nel 2026 rispetto al 2026: si passa da 31 a 50 milioni di euro (+62%), mentre il numero delle procedure è salito da 25 a 42 (+68%). Al contrario, per gli infermieri si registra una flessione significativa, con la spesa che cala da 24 a 13 milioni (-48%) e le procedure che diminuiscono da 24 a 18.

Tipologie di affidamento e concentrazione territoriale

Dal rapporto emerge inoltre una netta preferenza per strumenti contrattuali rapidi: oltre la metà delle acquisizioni avviene tramite adesione ad accordi quadro o convenzioni esistenti, mentre gli affidamenti diretti rappresentano circa il 70% delle procedure. Tale scelta riduce i tempi decisionali ma può limitare la competizione e la trasparenza nelle gare per la fornitura di personale.

Geograficamente il fenomeno non è omogeneo: il Nord Italia concentra il 54% delle procedure, seguito dal Sud e dalle Isole con il 29% e dal Centro con il 17%. In termini di spesa per medici e infermieri, le regioni con i maggiori importi sono Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia. Se si include la voce «fornitura generica di personale», la classifica per risorse si trasforma, portando la Sardegna in cima alla graduatoria regionale per domanda pubblica.

Nel primo trimestre del 2026 i dati preliminari mostrano una persistente domanda, sebbene su scala inferiore rispetto agli stessi periodi dei due anni precedenti: oltre 12 milioni di euro in Cig acquisiti confermano che la dipendenza dal mercato dei gettonisti non si è esaurita.

Il quadro che emerge unisce tensioni contrattuali a livello locale e scelte amministrative nazionali che privilegiano procedure snelle. La combinazione di contenziosi, clausole contrattuali vincolanti e l’aumento della spesa per i medici a gettone disegna una sfida operativa ed economica per il sistema sanitario, con effetti immediati sulla capacità delle strutture di mantenere aperti i servizi essenziali.

Paolo Mariani
Autore

Paolo Mariani

Paolo Mariani, giornalista esperto di mercato del lavoro e politiche occupazionali, racconta contratti, carriere e trasformazioni del mondo professionale con taglio pratico e attento ai diritti dei lavoratori.