L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha recentemente pubblicato una scheda informativa e un’infografica dedicate ai rischi legati alle posture prolungate al lavoro, sia in posizione seduta che in piedi. Questo documento mira a sensibilizzare i lavoratori e i datori di lavoro sui pericoli della sedentarietà e delle posture statiche, fornendo raccomandazioni pratiche per prevenire malattie cardiovascolari e disturbi muscolo-scheletrici.
La pubblicazione dell’INL, datata 2 luglio 2026, analizza in dettaglio gli effetti sulla salute delle posture statiche prolungate, offrendo consigli su come ridurne la durata e rendere l’attività lavorativa più dinamica. Le linee guida sono state sviluppate in collaborazione con EU-OSHA e si basano su studi recenti che evidenziano l’aumento delle malattie cardiovascolari legate alla sedentarietà.
I rischi delle posture prolungate
Le posture prolungate, sia sedute che in piedi, rappresentano un fattore di rischio significativo per la salute dei lavoratori. La postura seduta prolungata è definita come la permanenza in posizione seduta per 2 o più ore continuative o per un totale di oltre 5 ore al giorno. Questa condizione è caratterizzata da un ridotto dispendio energetico, una posizione seduta del corpo e un lavoro muscolare statico.
Tra gli effetti sulla salute legati alla postura seduta prolungata troviamo:
- Malattie cardiovascolari
- Diabete di tipo 2
- Obesità
- Disturbi muscolo-scheletrici (DMS) quali lombalgia, disturbi alla schiena, al collo e alle spalle
- Alcuni tipi di tumore in particolare tumore al seno e tumore del colon
- Problemi di salute mentale
- Morte prematura
La postura in piedi prolungata invece, è definita come la permanenza in posizione eretta per più di un’ora continuativa o per un totale di oltre 4 ore al giorno. Questa condizione può causare:
- Ipertensione arteriosa e riduzione del flusso sanguigno
- Vene varicose
- Malattie cardiache
- Affaticamento
- Disturbi muscolo-scheletrici (DMS) quali lombalgia, dolori e disturbi a gambe, ginocchia, caviglie e piedi
- Problemi in gravidanza
Per prevenire i rischi legati alle posture prolungate, l’INL fornisce una serie di raccomandazioni pratiche. Tra queste, l’alternanza tra seduta, posizione eretta e movimento è considerata la strategia più efficace. I lavoratori sono invitati ad alzarsi e camminare almeno ogni 20-30 minuti, effettuare micro-pause frequenti e segnalare eventuali postazioni che impediscono il movimento.
I datori di lavoro, invece, sono chiamati a:
- Inserire il rischio da posture statiche nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)
- Promuovere formazione e sensibilizzazione dei lavoratori
- Progettare gli spazi per favorire gli spostamenti
- Adottare postazioni regolabili che consentano l’alternanza tra seduta e posizione eretta
- Organizzare la rotazione delle mansioni per evitare posture mantenute per l’intera giornata
Settori maggiormente interessati
Il rischio delle posture prolungate riguarda numerose attività lavorative, tra cui:
- Lavoro d’ufficio e smart working
- Autotrasporto e trasporto pubblico
- Commercio e vendita
- Scuola e formazione
- Alberghiristorazione e parrucchieri
- Call center
- Industria manifatturiera
- Operatori di gru
Le nuove linee guida dell’INL rappresentano un passo fondamentale per la tutela della salute dei lavoratori e la prevenzione delle malattie legate alla sedentarietà. Alternare seduta, posizione eretta e movimento durante la giornata lavorativa è la chiave per ridurre i rischi e migliorare il benessere nei luoghi di lavoro.



