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20 Luglio 2026

INL: come prevenire i rischi delle posture statiche sul lavoro

L'Ispettorato Nazionale del Lavoro ha pubblicato nuove linee guida sui rischi delle posture prolungate al lavoro, evidenziando l'importanza del movimento per prevenire malattie cardiovascolari e disturbi muscolo-scheletrici.

INL: come prevenire i rischi delle posture statiche sul lavoro

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha recentemente pubblicato una scheda informativa e un’infografica dedicate ai rischi legati alle posture prolungate al lavoro, sia in posizione seduta che in piedi. Questo documento mira a sensibilizzare i lavoratori e i datori di lavoro sui pericoli della sedentarietà e delle posture statiche, fornendo raccomandazioni pratiche per prevenire malattie cardiovascolari e disturbi muscolo-scheletrici.

La pubblicazione dell’INL, datata 2 luglio 2026, analizza in dettaglio gli effetti sulla salute delle posture statiche prolungate, offrendo consigli su come ridurne la durata e rendere l’attività lavorativa più dinamica. Le linee guida sono state sviluppate in collaborazione con EU-OSHA e si basano su studi recenti che evidenziano l’aumento delle malattie cardiovascolari legate alla sedentarietà.

I rischi delle posture prolungate

Le posture prolungate, sia sedute che in piedi, rappresentano un fattore di rischio significativo per la salute dei lavoratori. La postura seduta prolungata è definita come la permanenza in posizione seduta per 2 o più ore continuative o per un totale di oltre 5 ore al giorno. Questa condizione è caratterizzata da un ridotto dispendio energetico, una posizione seduta del corpo e un lavoro muscolare statico.

Tra gli effetti sulla salute legati alla postura seduta prolungata troviamo:

  • Malattie cardiovascolari
  • Diabete di tipo 2
  • Obesità
  • Disturbi muscolo-scheletrici (DMS) quali lombalgia, disturbi alla schiena, al collo e alle spalle
  • Alcuni tipi di tumore in particolare tumore al seno e tumore del colon
  • Problemi di salute mentale
  • Morte prematura

La postura in piedi prolungata invece, è definita come la permanenza in posizione eretta per più di un’ora continuativa o per un totale di oltre 4 ore al giorno. Questa condizione può causare:

  • Ipertensione arteriosa e riduzione del flusso sanguigno
  • Vene varicose
  • Malattie cardiache
  • Affaticamento
  • Disturbi muscolo-scheletrici (DMS) quali lombalgia, dolori e disturbi a gambe, ginocchia, caviglie e piedi
  • Problemi in gravidanza

Per prevenire i rischi legati alle posture prolungate, l’INL fornisce una serie di raccomandazioni pratiche. Tra queste, l’alternanza tra seduta, posizione eretta e movimento è considerata la strategia più efficace. I lavoratori sono invitati ad alzarsi e camminare almeno ogni 20-30 minuti, effettuare micro-pause frequenti e segnalare eventuali postazioni che impediscono il movimento.

I datori di lavoro, invece, sono chiamati a:

  • Inserire il rischio da posture statiche nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)
  • Promuovere formazione e sensibilizzazione dei lavoratori
  • Progettare gli spazi per favorire gli spostamenti
  • Adottare postazioni regolabili che consentano l’alternanza tra seduta e posizione eretta
  • Organizzare la rotazione delle mansioni per evitare posture mantenute per l’intera giornata

Settori maggiormente interessati

Il rischio delle posture prolungate riguarda numerose attività lavorative, tra cui:

  • Lavoro d’ufficio e smart working
  • Autotrasporto e trasporto pubblico
  • Commercio e vendita
  • Scuola e formazione
  • Alberghiristorazione e parrucchieri
  • Call center
  • Industria manifatturiera
  • Operatori di gru

Le nuove linee guida dell’INL rappresentano un passo fondamentale per la tutela della salute dei lavoratori e la prevenzione delle malattie legate alla sedentarietà. Alternare seduta, posizione eretta e movimento durante la giornata lavorativa è la chiave per ridurre i rischi e migliorare il benessere nei luoghi di lavoro.

Edoardo Marchesi
Autore

Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.