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25 Settembre 2026

Corso a Torino su violenza maschile: crediti e partnership

L'Università di Torino apre la quarta edizione di un corso multidisciplinare sulla violenza maschile, con crediti, partnership internazionali e il supporto pratico di volontari del Telefono Rosa.

Corso a Torino su violenza maschile: crediti e partnership

Lunedì 24 settembre 2026 segna l’inizio di una nuova esperienza didattica all’Università di Torino. La quarta edizione del corso “La violenza maschile contro le donne: dal riconoscimento alla risposta operativa” parte dalle 11:00 e si svolge fino alle 14:00 nei locali del Campus Luigi Einaudi, aula A2. Il percorso, inserito nel curriculum di Scienze amministrative e giuridiche, è aperto a tutti gli studenti dell’ateneo, indipendentemente dal corso di laurea.

Un progetto accademico con il patrocinio di OCEAN

Il titolo è sostenuto dal Open Council of Europe Academic Networks (OCEAN) la rete accademica del Consiglio d’Europa che riunisce università e centri di ricerca impegnati nei settori dei diritti umani e della democrazia. La presenza di OCEAN conferisce al corso una dimensione internazionale, rafforzando l’impegno dell’ateneo nella formazione, ricerca, prevenzione e ascolto relativi alle questioni di genere. La coordinatrice Joëlle Long, presidente del CIRSDe, e la vicerettrice Carla Tinti hanno inaugurato l’iniziativa, sottolineando la necessità di formare professionisti capaci di intervenire in contesti organizzativi e sociali.

Struttura didattica e crediti formativi

Il programma copre 40 ore di lezione distribuite su due giorni a settimana per tutto il primo semestre. Ogni incontro prevede la partecipazione simultanea di un docente universitario e di una volontaria di Telefono Rosa Piemonte così da coniugare teoria accademica e esperienza sul campo. Gli studenti acquisiscono crediti formativi riconosciuti come qualsiasi altro esame, facilitando l’integrazione del percorso nel loro piano di studi.

Contenuti multidisciplinari e protagonisti

Il percorso affronta il fenomeno dalla sua origine storica — dall’antichità classica al melodramma ottocentesco — fino alle analisi sociologiche più recenti sulle cause e le modalità di prevenzione. Le sessioni includono una panoramica sulla nascita e le attività del Telefono Rosa, approfondimenti giuridici sul risarcimento dei danni, aspetti psicologici legati al trauma e alle reazioni post-traumatiche. Il coinvolgimento di docenti provenienti da dieci dipartimenti diversi garantisce una prospettiva completa: giurisprudenza, psicologia, scienze dell’educazione, economia, medicina e altre discipline.

Partecipazione e dati di iscrizione

Nel 2025 la piattaforma Moodle ha registrato 397 iscrizioni, con studenti provenienti da corsi di Giurisprudenza, Psicologia, Scienze dell’Educazione, Lettere e molte altre facoltà. L’interesse continuo dimostra la crescente consapevolezza degli studenti riguardo alle dinamiche della violenza di genere e alla necessità di strumenti concreti per combatterla. Tra i partecipanti, numerosi hanno già collaborato con centri antiviolenza locali, rendendo la formazione ancora più radicata nella realtà territoriale.

Parallelamente, la Polizia di Stato di Asti ha concluso un’indagine intitolata “Il tuo punto di vista ci interessa!”, coinvolgendo 3.539 studenti delle scuole superiori della provincia. I risultati mostrano che il 94,3 % conosce la definizione di violenza di genere, ma il 74 % ignora il centro antiviolenza locale e il 63 % non conosce il numero 1522. Il 21 % dichiara di aver subito forme di violenza, mentre il 43 % ha assistito a episodi di abuso. Questi dati hanno alimentato i dibattiti durante le lezioni, offrendo spunti concreti per la riconoscibilità dei segnali di violenza psicologica e di controllo.

La rettrice Cristina Prandi ha ribadito l’obbligo dell’ateneo di contribuire a un cambiamento culturale formando persone consapevoli e professionisti capaci di intervenire in vari contesti sociali e organizzativi. Oltre al corso, l’università gestisce quattro sportelli antiviolenza nelle sedi campus, oltre a iniziative di sensibilizzazione e progetti con centri di ricerca del territorio.

Edoardo Marchesi
Autore

Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.