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23 Settembre 2026

Somministrazione di lavoro: quadro nazionale, retribuzioni e squilibri

Il mercato della somministrazione si sta consolidando: più guadagni, più stabilità e un netto squilibrio territoriale.

Somministrazione di lavoro: quadro nazionale, retribuzioni e squilibri

Negli ultimi anni la somministrazione di lavoro si è affermata come una colonna portante del mercato occupazionale italiano. Dopo i picchi registrati nel periodo post-pandemico, il settore ha iniziato un lieve assestamento, con una diminuzione di 0,8% dei volumi complessivi di impiego, mentre il fatturato è cresciuto del 1,4%. Questo trend indica una crescita della qualità e della stabilità dei posti di lavoro offerti dalle Agenzie per il Lavoro (ApL).

Tipologie contrattuali e andamento delle retribuzioni

Il panorama contrattuale è caratterizzato da tre macro-categorie. Il staff leasing a tempo indeterminato rappresenta circa il 31% dell’intero universo dei lavoratori somministrati; la sua retribuzione oraria media ha raggiunto i 15,28 € tradursi in un salario mensile medio di 2.139 €. I contratti a tempo determinato rimangono la maggioranza, con una quota del 66-67% e sono impiegati per gestire picchi produttivi, stagionalità o sostituzioni temporanee. Infine, la quota dedicata all’apprendistato in somministrazione si attesta intorno al 2% supportata da percorsi di riqualificazione finanziati da fondi bilaterali come Forma.Temp.

Distribuzione settoriale e settori trainanti

La domanda di somministrazione varia in funzione della struttura industriale nazionale. Nei settori manifatturieri e nella logistica, l’utilizzo di personale tramite staff leasing è più frequente, mentre nei servizi, nel commercio e nel turismo predominano i contratti a termine. Questa differenziazione rispecchia la composizione produttiva del Paese, con una forte presenza di imprese che necessitano di flessibilità operativa.

Divario territoriale: il Nord domina il mercato

La ripartizione geografica è marcata da uno squilibrio netto. Il Nord Italia concentra circa il 67% dei lavoratori somministrati, con la Lombardia che assorbe un quarto dell’intero stock nazionale. Veneto ed Emilia-Romagna seguono a ruota, ospitando principalmente forme di somministrazione industriale altamente specializzata. Il Centro con una quota del 18-20% è trainato dal Lazio e dalla Toscana, dove prevalgono impieghi nel terziario, nei servizi pubblici-privati, nella logistica e nel commercio. Il Mezzogiorno e le Isole rimangono marginali, rappresentando solo il 13-15% del totale, con offerte legate soprattutto a filiere agroalimentari, grandi distribuzioni, turismo e servizi di supporto.

Dal punto di vista occupazionale, la somministrazione funge da canale di stabilizzazione a ventiquattro mesi dall’ingresso, il 33,2% dei lavoratori passa a un contratto a tempo indeterminato, contro il 19% di chi entra direttamente nel mercato. La presenza femminile è del 46,9% e la fascia d’età più rappresentata è quella dei giovani adulti (25-34 anni), che costituiscono oltre il 32% del totale.

Sofia Ricci
Autore

Sofia Ricci

Sofia Ricci, giornalista specializzata in formazione e sviluppo di carriera, guida studenti e professionisti tra percorsi di studio, competenze richieste dal mercato e strategie di crescita professionale.