Salta al contenuto
19 Settembre 2026

Cosa cercano i giovani: equilibrio, retribuzione e smart working

Le aspirazioni della Gen Z rivelano la centralità dell'equilibrio vita‑lavoro, la necessità di salari equi e la voglia di un modello ibrido ben gestito.

Cosa cercano i giovani: equilibrio, retribuzione e smart working

Una nuova indagine condotta da 24 ORE Ricerche, WTW e University Box ha messo in luce le reali aspettative della Generazione Z (nati tra il 1997 e il 2012) nei confronti del mondo professionale. I dati mostrano come il desiderio di equilibrio vita-lavoro sia diventato il principio guida per più della metà dei giovani intervistati.

Il rapporto, che accompagnerà le aziende con quattro rilevazioni annuali, dipinge un quadro in cui la stabilità economica, la retribuzione competitiva e la possibilità di crescere si intrecciano con la ricerca di un carico di lavoro sostenibile. In questo contesto, il smart working emerge non come moda, ma come elemento strutturale da gestire con attenzione.

Le priorità espresse dalla Gen Z: equilibrio, sicurezza e retribuzione

Il 60,4% dei giovani italiani indica l’equilibrio tra vita privata e professionale come la prima esigenza. Alle spalle, il 47,6% privilegia la stabilità e la sicurezza del posto, mentre il 39,6% resta attento a una retribuzione elevata. Solo il 29,8% cerca attivamente una rapida avanzata di carriera. Questi numeri suggeriscono che, in un periodo di costi abitativi crescenti e incertezza economica, i giovani valutano salari, tempo e prevedibilità come un unico pacchetto.

Il peso del carico di lavoro e della paga

Il punto di rottura è netto: il 52% dei partecipanti afferma che abbandonerebbe l’azienda di fronte a carichi di lavoro insostenibili, e quasi lo stesso valore (54%) lo farebbe per una retribuzione poco competitiva. La conclusione è chiara: un salario adeguato non basta se l’organizzazione richiede disponibilità continua, urgenze costanti e una distribuzione disomogenea dei compiti.

Il ruolo del lavoro ibrido nella ricerca di benessere

Pur non chiedendo esplicitamente un modello di presenza, il rapporto evidenzia che l’ibrido può diventare uno strumento efficace solo se garantisce autonomia reale, obiettivi trasparenti e il diritto a non essere sempre reperibili. Altrimenti, la modalità mista rischia di aggravare la percezione di sovraccarico, poiché i confini tra orario di lavoro e tempo libero restano sfocati.

Team piccoli ed eterogenei: la formula vincente

Il 67,3% dei giovani preferisce operare in team ridotti e diversificati evitando sia le grandi strutture impersonali sia il lavoro isolato davanti allo schermo. Questo dato confuta lo stereotipo della “generazione solitaria” e indica la necessità di momenti di confronto professionale, manager capaci di distribuire le priorità e strumenti digitali che semplifichino le attività anziché aumentare le riunioni.

Benefit più ricercati: il valore del tempo libero

Il beneficio più richiesto dalla Gen Z è il tempo libero aggiuntivo scelto dal 38% degli intervistati, superando nettiamente offerte come palestra, team-building o app per il benessere. Questo indica che il benessere organizzativo non può essere delegato a un catalogo di vantaggi, ma deve derivare da un’esperienza quotidiana sostenibile.

È indispensabile offrire salari equi, percorsi di crescita chiari, carichi di lavoro verificabili e una cultura manageriale orientata ai risultati, non alla presenza costante. Solo così potrà emergere una sinergia duratura tra performance e vita personale.

Paolo Mariani
Autore

Paolo Mariani

Paolo Mariani, giornalista esperto di mercato del lavoro e politiche occupazionali, racconta contratti, carriere e trasformazioni del mondo professionale con taglio pratico e attento ai diritti dei lavoratori.