Trieste, 28 mag — In un convegno tenutosi nella Sala Maggiore della Camera di commercio Venezia Giulia si è discusso a lungo del rapporto tra formazione e occupazione per i giovani del territorio. L’iniziativa, promossa dalla Camera di commercio Venezia Giulia e dallo Studium Fidei, ha chiamato a raccolta istituzioni, imprese e rappresentanti del mondo educativo per riflettere sulle cause dell’emigrazione dei neolaureati e sulle strategie per migliorare la permanenza dei talenti in regione.
Diagnosi del problema: cosa non funziona
Durante il dibattito è emersa con chiarezza la percezione che, nel tempo, in Italia siano mancate politiche capaci di valorizzare adeguatamente il capitale umano. È stato sottolineato come molte scelte industriali abbiano privilegiato il risparmio sul costo del lavoro piuttosto che investire in percorsi formativi durevoli. Questo approccio, secondo i relatori presenti, ha finito per alimentare precarietà e salari insufficienti, due fattori che spingono i giovani a cercare opportunità altrove.
Disallineamento tra scuola e lavoro
Un punto ricorrente è stato il disallineamento tra competenze che il mercato del lavoro richiede e quelle che le scuole e le università attualmente offrono. I partecipanti hanno evidenziato come il sistema formativo fatichi a rispondere in tempo utile alle nuove professionalità richieste dalle imprese, in particolare in ambiti tecnologici e artigianali altamente specializzati. Definire chiaramente gli sbocchi professionali e integrare percorsi pratici risulta quindi una priorità.
Impatto sulle giovani generazioni e possibili soluzioni
L’assessore regionale al Lavoro, formazione e istruzione ha ricordato che il Friuli Venezia Giulia soffre sia di calo demografico sia di significativa emigrazione di laureati. Sebbene la regione riesca ad attrarre alcuni giovani formati altrove, questo non compensa pienamente la perdita di talenti locali. Per contrastare questa tendenza, è stata ribadita la necessità di costruire opportunità professionali stabili e percorsi di crescita, oltre a condizioni di vita che rendano sostenibile la permanenza dei giovani in regione.
Strumenti per trattenere e attrarre talenti
Tra le soluzioni proposte e già messe in campo dalla Regione figurano investimenti nella formazione tecnica e artigianale, il potenziamento degli ITS Academy post diploma, e incentivi per le imprese che assumono giovani e donne. Queste misure mirano a creare un collegamento più stretto tra formazione e impresa, favorendo l’innovazione e il trasferimento di conoscenze dal mondo della ricerca alla produzione.
Ruolo delle imprese e delle istituzioni
Nel corso dell’incontro è stato sottolineato che la responsabilità è condivisa: le istituzioni devono promuovere politiche formative efficaci e sostenere chi investe in capitale umano, mentre le imprese devono collaborare per definire competenze utili e offrire percorsi di inserimento che non si limitino al breve termine. Il dialogo tra scuola, formazione professionale e industria è stato indicato come elemento centrale per costruire un ecosistema in grado di rispondere alle nuove richieste del mercato.
Innovazione e specializzazione come leva
I relatori hanno ricordato che l’Italia, a livello europeo, è ancora indietro nella diffusione della formazione professionale tecnica, ma che il Friuli Venezia Giulia rappresenta una delle realtà più avanzate nel Paese. Rafforzare questa traiettoria significa puntare su profili tecnici e artigianali molto specializzati, capaci di sostenere la competitività delle imprese locali e di favorire occupazione qualificata sul territorio.
Azioni concrete e prossimi passi
Le proposte emerse vanno dal consolidamento degli strumenti formativi esistenti all’incremento di programmi di apprendistato e di collaborazione tra ITS, università e imprese. Inoltre, è stata ripresa l’idea di strategie mirate per l’attrazione dei talenti, che includono incentivi per il rientro dei laureati e politiche per migliorare la qualità della vita in ambito urbano e rurale, elementi fondamentali per la scelta di rimanere o tornare.
All’incontro hanno partecipato, oltre all’assessore, il presidente della Camera di commercio Venezia Giulia e rappresentanti dello Studium Fidei, con la discussione moderata da un giornalista. L’evento ha confermato la necessità di una risposta collettiva e coordinata per trasformare la formazione in opportunità occupazionali concrete e durature.
