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7 Novembre 2026

In Italia i docenti guadagnano 7.300 euro in meno alla media UE

Scopri perché gli insegnanti italiani guadagnano molto meno dei colleghi europei e quali dati lo confermano.

In Italia i docenti guadagnano 7.300 euro in meno alla media UE

Il settore scolastico italiano è al centro di un dibattito urgente: gli stipendi dei docenti risultano inferiori rispetto a quelli dei colleghi di molti Paesi europei. Le cifre più recenti, pubblicate da Eurostat, Eurydice e dall’OCSE, mostrano una differenza che supera i sette mila euro annui, con conseguenze sia sul fascino della professione che sulla capacità di trattenere personale qualificato.

Per valutare l’entità del problema è necessario incrociare più fonti. Eurostat fornisce la media salariale di tutti i dipendenti a tempo pieno, mentre Eurydice consente di analizzare gli stipendi contrattuali dei soli insegnanti, includendo indennità e progressioni di carriera. L’OCSE, infine, confronta la retribuzione dei docenti con quella di altri laureati, evidenziando un gap significativo rispetto al mercato del lavoro.

Dati generali: Italia rispetto alla media europea

Nel 2025 la media annua lorda di un lavoratore dipendente a tempo pieno in Italia è stata di 34.213 euro, contro i 41.464 euro della media dell’Unione europea. La differenza di 7.251 euro corrisponde a circa il 17,5 % in meno rispetto alla media UE. Questi valori, estratti dal dataset Eurostat nama_10_fte, sono riferiti a tutti i dipendenti e non sono adeguati all’inflazione, ma indicano chiaramente il contesto salariale più ampio in cui si inseriscono gli insegnanti.

Confronto dettagliato dei salari dei docenti

Il database Eurydice 2024/2025 (tabella T_1) permette di osservare gli stipendi lordi annui di un insegnante della secondaria di primo grado, a tempo pieno, con la qualifica minima richiesta. I Paesi dell’area euro sono ordinati per retribuzione iniziale:

Luxemburgo: 92.441 € (inizio) – 160.683 € (vertice)
Germania: 66.461 € – 86.186 €
Paesi Bassi: 48.975 € – 99.994 €
Finlandia: 39.591 € – 51.482 €
Spagna: 39.294 € – 56.077 €
Francia: 34.945 € – 54.861 €
Italia: 27.079 € – 40.309 €
Portogallo: 25.101 € – 52.669 €

Il dato italiano evidenzia due criticità: un salario di avvio più basso rispetto a tutti i Paesi sopra citati, e una progressione più modesta. Dopo 15 anni di servizio, il docente italiano percepisce circa 32.892 €, contro i 48.975 € dei Paesi Bassi o i 39.591 € della Finlandia. L’intervallo di crescita è quindi ridotto rispetto a sistemi che offrono aumenti più rapidi.

Tempi di avanzamento nella scala retributiva

Il foglio T_1b evidenzia che, per raggiungere la massima retribuzione, un insegnante italiano impiega in media 35 anni. Nei Paesi Bassi il traguardo viene raggiunto in 12 anni, mentre in Finlandia in 20 anni. Questa disparità temporale influisce sulla capacità dei giovani docenti di costruire una vita economica stabile nei primi decenni di carriera.

Prospettive di carriera, potere d’acquisto e soddisfazione

Un confronto basato solo sugli euro nominali può fuorviare. Per valutare il reale potere d’acquisto è necessario ricorrere agli indicatori di parità del potere d’acquisto (PPS), che correggono le differenze di costo della vita tra Paesi. In questo quadro, l’Italia rimane svantaggiata, poiché i salari più bassi si sposano con un costo della vita comunque elevato in molte regioni.

La scheda OCSE “Education at a Glance 2026” indica che gli insegnanti della scuola dell’infanzia guadagnano in media il 36 % in meno rispetto ad altri laureati, e quelli della secondaria di primo grado il 33 %. Inoltre, il sondaggio TALIS 2024 mostra che solo il 22,6 % dei docenti italiani è soddisfatto della propria retribuzione, un livello tra i più bassi in Europa.

Questi dati sottolineano l’urgenza di un programma pluriennale di adeguamento salariale, che consideri sia l’ingresso nella professione sia le opportunità di crescita nei primi anni. Solo così la professione potrà tornare ad essere attrattiva per talenti qualificati e garantirà una maggiore stabilità al sistema educativo nazionale.

Andrea Innocenti
Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.