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28 Agosto 2026

Vertice Nato ad Ankara: spese militari, aiuti all’Ucraina e il dialogo con Erdogan

Meloni va ad Ankara con l'obiettivo di spostare il focus dalle percentuali di spesa a un concetto più ampio di sicurezza; sul tavolo anche l'assistenza all'Ucraina e il coordinamento con la Turchia sul fianco Sud

Vertice Nato ad Ankara: spese militari, aiuti all'Ucraina e il dialogo con Erdogan

La Nato si riunisce ad Ankara il 7 e 8 luglio 2026, con Giorgia Meloni e Donald Trump pronti al confronto su spese militariaiuti all’Ucraina e priorità sul fianco Sud del Mediterraneo. Roma si presenta con un dato di spesa complessiva pari al 2,8% del Pil e con una posizione che valorizza un concetto allargato di sicurezza. Ultimo aggiornamento: 5 luglio 2026.

Il vertice è rilevante per la tenuta del rapporto transatlantico e per l’allineamento degli alleati agli obiettivi condivisi. La gestione politica dei rapporti con Washington e con Ankara incide sul perimetro di difesa collettiva sulle risorse per Kiev e sul riconoscimento delle minacce provenienti dal Mediterraneo, inclusi instabilità libica, cybersicurezza ed energia.

Spesa italiana, nuovo perimetro Nato e obiettivi al 2035

Il governo italiano ha confermato una traiettoria verso il 5% del Pil per sicurezza e difesa entro il 2035, ribadendo ad Ankara l’impostazione in due componenti: 2,09% per la difesa core e 0,71% per investimenti di sicurezza allargata. Questi ultimi, stimati in poco più di 15 miliardi di euro, includono energia, cybersicurezza e protezione delle frontiere, in linea con la nuova distinzione formalizzata nei documenti politici dell’Alleanza.

La separazione tra spesa militare tradizionale e investimenti più ampi consente una pianificazione graduale senza accelerare sul riarmo. Roma intende usare questa cornice per rendere misurabili gli impegni, inserendo la protezione delle infrastrutture critiche la sicurezza energetica e il controllo delle frontiere nel calcolo della sicurezza complessiva, pur mantenendo il dato del 2,8% come riferimento attuale.

Il pacchetto per Kiev e la linea sul periodo di impegno

Il dossier Ucraina è uno dei pilastri della dichiarazione finale. Gli alleati hanno definito un sostegno complessivo con un pacchetto biennale 2026-2027 di circa 140 miliardi di euro con l’obiettivo di assicurare almeno 70 miliardi l’anno tra equipaggiamenti, addestramento e supporto operativo. In parallelo, la Nato ha delineato un contributo diretto intorno a 40 miliardi di euro come parte delle misure a favore di Kiev.

L’Italia ha sostenuto una preferenza per impegni annuali per conservare margini rispetto all’evoluzione politica del conflitto e a possibili spazi negoziali. La posizione prevalente in Alleanza si è orientata sul biennio, anche per coerenza con gli strumenti europei. Roma mantiene la spinta a tenere alta la pressione su Mosca, incardinando il proprio contributo nella cornice collettiva concordata.

Interlocuzione con Erdoğan e priorità sul fianco Sud

Nei giorni preparatori, Meloni ha avuto un colloquio telefonico con Recep Tayyip Erdoğan per ribadire l’impegno comune nel rafforzare il legame transatlantico e la difesa collettiva. L’Italia ha posto la necessità di riportare il fianco Sud tra le priorità del vertice, affiancando l’attenzione al fronte orientale con il riconoscimento delle minacce che attraversano l’area mediterranea, dalla sicurezza marittima alla dimensione ibrida.

Nel dialogo bilaterale è rientrata la situazione in Libia con riferimento alla cooperazione contro i flussi migratori irregolari e il traffico di esseri umani. A margine del summit è previsto un rafforzamento del coordinamento regionale, mantenendo l’obiettivo di sostenere un processo di unificazione libico sotto egida Onu e con il coinvolgimento degli attori territoriali, in coerenza con la cornice NATO.

Il confronto con Trump e la gestione politica del summit

Le relazioni con Washington restano un punto delicato. Donald Trump ha reiterato critiche agli alleati europei sui contributi alla Nato insistendo sulla priorità della spesa militare e chiamando in causa più Paesi, inclusa la Germania. La delegazione italiana punta a una conduzione dei lavori sul piano tecnico-operativo per evitare che il vertice diventi un confronto incentrato solo sui numeri e sulle percentuali.

Questa impostazione spiega la scelta di mantenere formalità nei contatti conviviali e di concentrare energie sui negoziati formali. L’obiettivo è preservare un profilo di credibilità sull’aumento graduale delle risorse, valorizzando il perimetro allargato di sicurezza che comprende protezione delle catene di approvvigionamento e risposta alle emergenze, senza discostarsi dagli impegni già presi in ambito europeo e atlantico.

Le ambiguità interne e i vincoli europei

La postura italiana combina conferme esterne e cautele interne. All’estero, il governo ha ribadito la traiettoria di crescita della spesa e la partecipazione al pacchetto per Kiev. Sul piano interno, la discussione su strumenti europei per finanziare gli investimenti nella difesa, come il quadro Safe, ha evidenziato sensibilità politiche legate alla destinazione di risorse pubbliche, con l’esecutivo impegnato a calibrare tempi e modalità delle decisioni.

Il nodo per Roma è conciliare l’aspettativa degli Stati Uniti di impegni misurabili con la gestione del consenso interno e con i vincoli di bilancio europei. La distinzione introdotta in sede NATO tra spesa militare e sicurezza allargata fornisce una base tecnica per progredire, consentendo di programmare investimenti su energiacybersicurezza e frontiere senza accelerazioni improvvise sulla componente strettamente militare.

Chi, cosa, quando e dove

Chi: i capi di Stato e di governo degli alleati NATO, con un focus sull’interazione tra Giorgia Meloni, Donald Trump e Recep Tayyip Erdoğan. Cosa: definizione della rotta su spese sostegno all’Ucraina e priorità sul fianco Sud con pacchetto biennale per Kiev e nuovo perimetro della sicurezza. Quando: 7-8 luglio 2026. Dove: Ankara, sede del vertice dell’Alleanza Atlantica.

Nel corso dei lavori, Roma intende consolidare la narrazione di una sicurezza integrata che bilancia esigenze operative e stabilità regionale. La riuscita del summit dipende dall’allineamento tra le richieste statunitensi, la sensibilità europea e la capacità degli alleati di tradurre in impegni quantificabili i capitoli su spesa, addestramento, supporto e resilienza, mantenendo aperta la discussione sulle dinamiche del conflitto russo-ucraino e sul Mediterraneo allargato.

Paolo Mariani
Autore

Paolo Mariani

Paolo Mariani, giornalista esperto di mercato del lavoro e politiche occupazionali, racconta contratti, carriere e trasformazioni del mondo professionale con taglio pratico e attento ai diritti dei lavoratori.