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23 Maggio 2026

Recupero del trattamento integrativo nel 730/2026: guida pratica

Una guida pratica per verificare la Certificazione Unica, compilare il rigo C14 e ottenere il trattamento integrativo non erogato in busta paga nel 730/2026

Recupero del trattamento integrativo nel 730/2026: guida pratica

Se il tuo datore di lavoro non ti ha riconosciuto il trattamento integrativo (noto come Bonus Renzi o Bonus 100 euro) puoi recuperarlo direttamente con il modello 730/2026. In questo articolo trovi indicazioni chiare su chi può chiedere il rimborso, dove reperire i dati nella Certificazione Unica e come compilare correttamente il rigo C14. Obiettivo: trasformare informazioni tecniche in passaggi concreti per ottenere quanto spettante.

La guida è pensata per lavoratori dipendenti, parasubordinati assimilati e chi ha avuto più rapporti di lavoro nell’anno. Troverai anche i casi tipici in cui il bonus non viene corrisposto e le situazioni in cui è necessario restituirlo. Leggi con attenzione le sezioni dedicate ai requisiti di reddito e ai documenti necessari per il CAF o il professionista che ti assiste.

Che cos’è il trattamento integrativo e chi ne ha diritto

Il trattamento integrativo è un’agevolazione introdotta per sostenere i redditi medio‑bassi: si tratta di un importo fino a 1.200 euro annui, cioè circa 100 euro al mese se erogato su 12 mensilità. Per essere ammessi servono due condizioni contemporanee: una condizione soggettiva (essere lavoratore dipendente o figura assimilata) e una condizione oggettiva legata al reddito complessivo. In generale, il diritto pieno sussiste fino a 15.000 euro di reddito complessivo; tra 15.000 e 28.000 euro si applicano regole particolari di verifica, mentre oltre i 28.000 euro il trattamento non spetta.

Chi rientra nei beneficiari

Sono destinatari tipici: lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico, lavoratori parasubordinati con redditi assimilati, soci lavoratori di cooperative e percettori di indennità sostitutive del reddito (come NASpI). Sono esclusi, in genere, i contribuenti con redditi esclusivamente da lavoro autonomo o i pensionati, che hanno propri meccanismi di detrazione. Ricorda che per i lavoratori con rapporto part‑time o per periodi inferiori all’anno l’importo si riduce proporzionalmente ai giorni effettivi di lavoro.

Come recuperare il Bonus Renzi nel modello 730/2026

Se il datore di lavoro non ha versato il trattamento integrativo o lo ha erogato in misura inferiore, il recupero si effettua compilando il rigo C14 del modello 730/2026. Il rigo contiene tre colonne: la prima indica il codice della situazione (ad esempio codice 1 se il sostituto ha erogato il bonus, codice 2 se non lo ha erogato), la seconda raccoglie l’importo già versato dal sostituto e la terza serve per casi particolari come agevolazioni per categorie specifiche.

Dove trovare i dati: la Certificazione Unica

Tutti i valori necessari per compilare il rigo si trovano nella Certificazione Unica 2026 (riferita ai redditi 2026): in particolare il punto 391 indica il codice relativo al trattamento integrativo, il punto 400 riporta l’importo effettivamente erogato e il punto 401 segnala l’importo riconosciuto ma non corrisposto. Controllare attentamente la CU evita errori e sorprese in dichiarazione: spesso il cedolino mensile non è stato verificato e la CU è la prova ufficiale.

Casi pratici, errori comuni e quando restituire

Tra le cause più frequenti per cui il bonus non arriva figurano l’inizio del rapporto a metà anno, la rinuncia espressa del lavoratore, il cambio di datore di lavoro, più rapporti contemporanei o semplici errori di calcolo da parte del sostituto. Se invece, a seguito della dichiarazione, emerge che il contributo non spettava (ad esempio perché il reddito ha superato i limiti o perché mancano le condizioni nella fascia 15.000–28.000 euro), il bonus va restituito tramite il 730: il software indicherà la differenza da versare e, se superiore a 60 euro, è possibile rateizzare in massimo 8 rate mensili.

Il trattamento per gli incapienti

Una specifica tutela riguarda i cosiddetti incapienti, ossia contribuenti con redditi molto bassi (fino a circa 8.500 euro) la cui imposta lorda è assorbita dalle detrazioni. Per evitare che questi lavoratori perdano ogni beneficio, è previsto un meccanismo che riconosce comunque una somma calcolata come differenza tra detrazioni teoriche e imposta: in pratica un rimedio che garantisce un minimo di sostegno anche quando l’imposta è nulla.

Documenti da portare al CAF

Per chi si rivolge a un CAF o a un professionista servono: tutte le Certificazioni Uniche riferite ai datori di lavoro dell’anno, documento d’identità, tessera sanitaria, codice fiscale e i codici fiscali dei familiari a carico. Se sono presenti indennità INPS o altre certificazioni di reddito, portale con te. Il consulente utilizzerà questi elementi per compilare il rigo C14 e verificare eventuali rimborsi o conguagli.

In sintesi, controlla la tua CU, verifica le soglie di reddito e compila con attenzione il 730/2026: così potrai ottenere il trattamento integrativo spettante o gestire correttamente eventuali rimborsi e restituzioni.

Ilaria Galli
Autore

Ilaria Galli

Ilaria Galli ha firmato il desk che ha svelato un caso amministrativo triestino dopo accessi agli atti al Municipio, sostenendo la linea editoriale di rigore documentale. Editor di redazione, ha un tratto unico: colleziona verbali storici del Porto Vecchio.