I tirocini di inclusione rappresentano percorsi mirati di orientamento, formazione e inserimento/reinserimento finalizzati a favorire l’inclusione sociale e l’autonomia di persone con particolare vulnerabilità. Questi progetti nascono per sostenere chi è più distante dal mercato del lavoro e per promuovere la riabilitazione attraverso attività pratiche e supportate, in collaborazione con i servizi socio-sanitari competenti. L’articolazione del percorso valorizza l’abbinamento tra supporto clinico e opportunità formative, con l’obiettivo di costruire un progetto personalizzato che risponda ai bisogni della persona e del territorio.
A chi si rivolge il servizio
Il servizio è pensato per persone in situazione di fragilità che risultano in carico ai Servizi sociali e/o sanitari, come i Comuni, l’Ambito Territoriale di riferimento e l’Azienda Sanitaria Territoriale – AST. Possono accedere anche utenti seguiti da Aziende Servizi alla Persona – ASP o da uffici del Ministero della Giustizia quando previsto. Lo scopo è sostenere l’indipendenza e la partecipazione sociale, offrendo un quadro di intervento che integra supporto socio‑sanitario, formazione e tutoraggio operativo, in modo da accompagnare gradualmente la persona verso ruoli significativi nella comunità o nel lavoro.
Quadro normativo e riferimenti
Il modello dei tirocini di inclusione si inquadra a livello nazionale nell’accordo del 22/01/2015 della Conferenza Stato‑Regioni che definisce le linee guida per tirocini orientati all’inclusione sociale e alla riabilitazione. A livello regionale, la normativa di riferimento include la Legge regionale 04 giugno 1996, n. 18 e gli aggiornamenti recepiti con la Delibera di Giunta Regionale DGR n. 593/2018. Queste disposizioni stabiliscono criteri, ruoli e responsabilità per l’attivazione dei progetti, garantendo standard condivisi tra enti promotori e servizi sanitari coinvolti, come le unità specialistiche dell’AST.
Tempi e procedure di attivazione
Una volta verificati i requisiti richiesti, il tirocinio viene attivato entro 30 giorni. In caso di inerzia nel procedimento, si applica l’articolo 2 comma 9 bis della Legge n. 241/1990, che individua il dirigente dell’area come titolare del potere sostitutivo; se quest’ultimo non interviene, subentra il segretario generale. Questo meccanismo garantisce tempi certi e trasparenza amministrativa per l’avvio del progetto, riducendo ritardi e incertezze per le persone e le famiglie coinvolte.
Documentazione necessaria
Per presentare la richiesta occorre allegare specifici documenti a corredo della domanda: la proposta di intervento di tirocinio rilasciata dal competente servizio dell’Azienda Sanitaria Territoriale – AST di Ascoli Piceno (Unità Multidisciplinare Età Adulta – UMEA o Dipartimento di Salute Mentale), l’attestazione del Dipartimento di Salute Mentale per gli utenti afferenti e la copia del verbale della commissione sanitaria di cui all’articolo 4 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104. Questi documenti permettono di definire il profilo di progetto e le misure di supporto necessarie per l’utente.
Modalità di presentazione e contatti
La domanda di tirocinio deve essere compilata con il modulo disponibile nella sezione Documenti della pagina dedicata e presentata secondo le modalità indicate. Per informazioni e appuntamenti gli uffici del servizio ricevono presso l’Ambito Territoriale Sociale 21 in Viale Alcide De Gasperi n. 124 a San Benedetto del Tronto, dal lunedì al venerdì dalle 09.30 alle 13.00. Il punto di riferimento del servizio è la Referente Dott.ssa Alessandra Brandimarte, mentre i tutor dell’ente promotore sono la Dott.ssa Maria Maddalena Scoccia, la Dott.ssa Emanuela Antonacci e il Dott. Eugenio Di Girolamo.
Cosa aspettarsi dal percorso
I tirocini offrono un ambiente protetto in cui applicare competenze, sperimentare ruoli e lavorare su obiettivi personali con il supporto di tutor e operatori sanitari. L’approccio valorizza la personalizzazione del progetto, prevedendo verifiche periodiche, adattamenti e la collaborazione tra istituzioni per consolidare i risultati. L’obiettivo finale è promuovere l’autonomia e la partecipazione sociale dell’individuo, creando percorsi che possano sfociare in opportunità occupazionali o in significative ricadute positive per la qualità di vita.
Per chiarimenti ulteriori e per scaricare il modulo di domanda consultare la sezione Documenti della pagina di riferimento o contattare gli uffici indicati. Ultimo aggiornamento: 13 maggio 2026, 10:50