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18 Giugno 2026

Decreto lavoro 2026: salario giusto e contrattazione collettiva

Il decreto lavoro del 2026 introduce importanti riforme per il mercato del lavoro, con un focus sul salario giusto e la promozione della contrattazione collettiva

Decreto lavoro 2026: salario giusto e contrattazione collettiva

Il decreto lavoro del 2026noto anche come decreto di Maggiorappresenta un passo significativo verso la riforma del diritto del lavoro in Italia. Firmato dal governo Meloni, questo provvedimento mira a incentivare l’occupazione delle fasce deboli del mercato e a promuovere la contrattazione collettiva, contrastando i bassi salari e la povertà.

Tra le novità più rilevanti, il decreto introduce il concetto di salario giustoancorato al trattamento economico complessivo (TEC) stabilito dai contratti collettivi qualificati. Questo approccio si distingue nettamente dai provvedimenti precedenti, mostrando una maggiore propensione del legislatore a riformare aspetti cruciali del diritto del lavoro e sindacale.

Il salario giusto e il ruolo del CNEL

Il salario giusto non è solo un principio contrattuale, ma anche una condizione necessaria per accedere agli incentivi occupazionali previsti dal decreto. Questo meccanismo, senza allontanarsi troppo dal metodo giurisprudenziale basato sull’articolo 36 della Costituzione, impone ai giudici di applicare il trattamento economico complessivo previsto dai contratti collettivi nazionali stipulati dai sindacati più rappresentativi.

Il CNELmassimo organo consultivo del governo, ha giocato un ruolo cruciale nella definizione di queste misure. Il decreto stabilisce che la contrattazione collettiva è lo strumento principale per determinare il salario giusto, in linea con l’articolo 36 della Costituzione. Questo approccio conferma il ruolo centrale della contrattazione collettiva nazionale, senza introdurre una soglia unica di salario minimo legale.

Monitoraggio e raccolta dati

Per favorire l’efficienza della contrattazione collettiva, il decreto prevede il monitoraggio e la raccolta dei dati in materia retributiva. INPS, ISTAT, INAPP e CNEL collaboreranno per istituire un archivio amministrativo della contrattazione del lavoro e un rapporto nazionale sulle retribuzioni. Questi strumenti mirano a valutare l’efficacia del sistema retributivo nazionale e delle politiche di sostegno all’occupazione, orientando la contrattazione collettiva verso il salario giusto.

Il decreto introduce anche automatismi incrementali provvisori in caso di ritardo nel rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro. Inoltre, con un emendamento specifico, si prevede la retroattività degli aumenti automatici legati ai rinnovi dei contratti scaduti, modificando la normativa vigente basata sui principi di autonomia privata e collettiva.

Il dibattito sul salario minimo

Il dibattito sul salario minimo ha visto due approcci metodologici distinti. Mentre le opposizioni hanno proposto una soglia minima oraria non derogabile dalla contrattazione collettiva, il governo ha optato per una delega legislativa finalizzata a ricondurre la retribuzione giusta ed equa al trattamento economico complessivo minimo previsto dai contratti collettivi più applicati.

Questo approccio ha suscitato critiche, in particolare riguardo alla presunta inapplicabilità dei minimi tabellari dei contratti collettivi. Tuttavia, la giurisprudenza ha affermato il dovere del giudice di sindacare la sufficienza del minimo tabellare stabilito dal contratto collettivo. Inoltre, molti giudici di merito hanno negato la congruità con l’articolo 36 della Costituzione dei minimi tabellari stabiliti da contratti stipulati da sindacati di comodo.

Il decreto lavoro del 2026 rappresenta un passo importante verso la modernizzazione del diritto del lavoro in Italia, con un focus sul salario giusto e la promozione della contrattazione collettiva. Queste riforme mirano a contrastare i bassi salari e la povertà, offrendo nuove opportunità per i lavoratori e le imprese.

Sofia Ricci
Autore

Sofia Ricci

Sofia Ricci, giornalista specializzata in formazione e sviluppo di carriera, guida studenti e professionisti tra percorsi di studio, competenze richieste dal mercato e strategie di crescita professionale.