Dal 6 agosto 2026, le imprese del settore automotive non possono più presentare nuove domande per i contratti di sviluppo. Questa sospensione, decisa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), è legata alla necessità di riallineare gli strumenti agevolativi ai nuovi obiettivi di politica industriale.
La misura riguarda specificamente i programmi di investimento nella filiera automotive, disciplinati dai decreti direttoriali del 10 ottobre e del 14 novembre 2026. Lo sportello era stato aperto dal 29 novembre 2026 per sostenere investimenti coerenti con le finalità individuate dal DPCM del 4 agosto 2026.
Le motivazioni della sospensione
La decisione di sospendere le domande è stata presa per garantire uniformità tra gli obiettivi del Fondo automotive e gli strumenti agevolativi chiamati ad attuarli. Il DPCM del 10 giugno 2026 ha infatti ridefinito le priorità del settore, introducendo nuovi criteri per l’utilizzo delle risorse.
Secondo il MIMIT, i criteri individuati dal DPCM del 2026 differiscono da quelli previsti dal precedente DPCM del 4 agosto 2026.
Le nuove opportunità per la filiera automotive
Il DPCM del 10 giugno 2026 prevede che il sostegno agli investimenti delle imprese automotive venga attuato attraverso due principali strumenti: gli Accordi per l’innovazione e i Mini Contratti di sviluppo.
Una quota complessiva di 300 milioni di euro è destinata ai programmi di investimento di importo inferiore a 20 milioni di euro. Le risorse sono così articolate: 100 milioni di euro disponibili come residui 2026, 70 milioni per il 2027, 30 milioni per il 2028, 40 milioni per il 2029 e 60 milioni per il 2030.
Le risorse dovranno finanziare programmi orientati all’evoluzione tecnologica e produttiva della filiera. Tra le finalità indicate rientrano lo sviluppo di nuovi veicoli, sistemi di alimentazione più efficienti, componenti per la mobilità sostenibile e la riconversione industriale verso tecnologie strategiche.
Per le imprese che avevano previsto questo canale nella programmazione di un investimento, è necessario riesaminare la situazione. Occorre verificare se il progetto faceva riferimento allo sportello interessato e aggiornare, se necessario, tempi interni, quadro economico-finanziario e documenti preparati per l’eventuale domanda.
Il provvedimento riguarda uno sportello specifico e non fissa una data di riapertura o una nuova procedura di invio. Le eventuali opportunità successive potranno essere valutate solo quando atti e comunicazioni ufficiali ne definiranno disciplina, requisiti e operatività.



