L’Italia ha registrato un aumento degli occupati nel primo trimestre del 2026, mentre il Veneto ha ampliato le posizioni dipendenti nel primo semestre, con segnali contrastanti tra lavoro autonomo in crescita e contratti stabili in flessione. Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2026.
Il dato è rilevante perché delinea un mercato del lavoro in espansione ma con una composizione che cambia: il contributo degli indipendenti cresce più di quello dei dipendenti stabili, mentre sul territorio veneto la spinta arriva dai contratti a termine e dalla domanda legata a grandi eventi. Il quadro suggerisce resilienza, ma anche un riequilibrio tra tipologie contrattuali e settori.
Occupazione nazionale: primo trimestre 2026
Nel primo trimestre 2026 gli occupati hanno raggiunto 24 milioni e 207 mila unità, in aumento di 67 mila su base trimestrale. La crescita ha riguardato soprattutto gli indipendenti (+72 mila) e, in misura minore, i dipendenti a tempo determinato (+9 mila), mentre i dipendenti a tempo indeterminato sono diminuiti di 13 mila. La disoccupazione è scesa di 110 mila unità con un tasso al 5,3%, ma gli inattivi tra 15 e 64 anni sono aumentati di 44 mila, portando il tasso di inattività al 33,7%.
Dal lato delle imprese, le posizioni dipendenti sono cresciute dello 0,5% sul trimestre, con aumenti nel tempo pieno e nel part-time; la quota di part-time è scesa al 28,8%. Le forme flessibili mostrano dinamiche differenti: calano le posizioni in somministrazionecresce l’intermittente (+8,7% annuo). Le ore lavorate per dipendente sono leggermente diminuite sul trimestre ma in lieve aumento sull’anno. Il tasso dei posti vacanti si è attestato all’1,7%, in calo congiunturale e tendenziale.
Veneto primo semestre 2026: +59.200 dipendenti
Nel primo semestre 2026 il Veneto ha registrato +59.200 posizioni dipendentisuperando i livelli dell’anno precedente. La spinta ha riguardato soprattutto i contratti a tempo determinato (+46.300, da 42.100 nell’anno precedente), in un contesto favorito dalla domanda stagionale legata ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026con effetti concentrati nelle province di Belluno e Verona. Anche il comparto cinematografico nel veneziano ha sostenuto le assunzioni di breve durata.
A livello territoriale, tutte le province venete hanno chiuso in positivo salvo Bellunocondizionata dal termine della stagione turistica invernale ma in miglioramento sul biennio precedente. A maggio i saldi sono stati positivi in tutte le province, con l’eccezione di Treviso che ha visto una lieve contrazione delle assunzioni. Per settori: agricoltura +7.100, industria +6.800 e servizi +45.300, trainati dal turismo. L’industria ha segnato un bilancio negativo a maggio, con cali nelle costruzioni.
Nonostante il saldo positivo, i tempo indeterminato in Veneto hanno frenato: 11.800 nuove attivazioni contro 14.800 dell’anno precedente. L’apprendistato è migliorato con un saldo di 1.100 posizioni, sostenuto da minori qualificazioni. Nel periodo si sono registrate 288.800 assunzioni totali, massimo dal 2019, con aumenti del 4% per italiani, stranieri e giovani, e del 10% per i senior. Le assunzioni full-time sono cresciute del 4% per gli uomini e del 7% per le donne; il part-time è aumentato del 4% per gli uomini e dell’1% per le donne. Nel primo quadrimestre, i contratti in somministrazione sono stati 41.200 (+3% sul biennio), con un saldo di 2.600, leggermente sotto ai 3.000 dell’anno precedente.
Retribuzioni, produttività e quadro macro
Il costo del lavoro per unità di lavoro a tempo pieno è aumentato dell’1,2% sul trimestre e del 3% sull’anno, riflettendo l’incremento di retribuzioni e contributi sociali. Le ore lavorate complessive sono risultate in lieve calo congiunturale per dipendente, ma in aumento tendenziale. Il ricorso alla cassa integrazione si è ridotto a 7,7 ore ogni mille ore lavorate, segnalando un utilizzo più contenuto degli ammortizzatori. Il PIL del primo trimestre è cresciuto dello 0,3% sul trimestre e dello 0,8% sull’anno; l’input di lavoro, misurato in ore, è aumentato dello 0,3% e dell’1% rispettivamente. Le indicazioni più recenti restano favorevoli, con l’occupazione in aumento dello 0,5% su marzo e ulteriori cali di disoccupazione e inattività.



