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20 Settembre 2026

Bilancio occupazionale 2026: l’agricoltura spinge l’occupazione in Veneto

Il mercato del lavoro veneto segna un incremento storico, trainato dall’agricoltura e con segnali di rallentamento in edilizia.

Bilancio occupazionale 2026: l'agricoltura spinge l'occupazione in Veneto

Nel periodo compreso tra gennaio e agosto 2026 il mercato del lavoro dipendente del Veneto conferma una tendenza positiva: si contano 72.300 nuove posizioni rispetto alle 68.800 del medesimo arco temporale dell’anno precedente. Un balzo di quasi 4 % rispetto al 2025, alimentato soprattutto da un anticipo della stagione agricola che ha spinto la domanda di manodopera.

Andamento dei contratti e delle tipologie occupazionali

Il risultato complessivo si riflette in un aumento sia dei contratti a tempo indeterminato (+11.200 posti) sia dei contratti a termine (+60.500), quest’ultimo segmento trainato da un incremento del 5 % delle nuove assunzioni (338.400). Anche l’apprendistato registra un lieve balzo (+580). Il lavoro part-time rimane rilevante, rappresentando il 32,1 % delle assunzioni totali, con un calo contenuto tra le donne (da 47,8 % a 46,6 %).

Settori trainanti e settori in rallentamento

L’ agricoltura è il motore principale della crescita: ad agosto si contano +5.100 assunzioni, un saldo che spinge l’intero settore primario a +14.300 posti per il 2026. La vitivinicoltura in particolare, ha beneficato di una vendemmia anticipata, aumentando la domanda di lavoro dell’8 %.

Al contrario, il settore industriale mostra segnali di rallentamento, con un incremento di soli +3.200 posti rispetto ai +4.400 dell’anno scorso. La riduzione è concentrata nella costruzione che registra solo 620 nuove posizioni (+8 % di calo rispetto al 2025). Tra le manifatture, solo l’ industria alimentare registra un bilancio positivo; occhialeria e tessile-abbigliamento rimangono in zona negativa, pur con saldi leggermente più favorevoli rispetto al 2025.

Nel terziario il mese di agosto ha registrato un saldo di -6.400 posti, meno negativo rispetto al -6.800 del 2025, grazie a un incremento delle assunzioni nella logistica. I servizi di pulizia il commercio al dettaglio e il turismo mostrano una crescita rispettivamente del 9 %, 3 % e 3 %, mentre l’editoria e la cultura registrano un balzo del 105 % grazie a contratti brevi nel cinema.

Profilo demografico delle nuove assunzioni

Il rialzo occupazionale coinvolge tutti i gruppi sociodemografici: gli uomini hanno registrato un +4 % di assunzioni, le donne +2 %. La fascia d’età over 54 è quella che più ha beneficiato, con un +8 % di nuovi posti, seguita dai giovani (+3 %) e dagli adulti (+2 %). Gli operai stranieri hanno aumentato le proprie opportunità del 4 %.

Differenze territoriali tra le province venete

Il bilancio è positivo in tutte le sette province, ma con variazioni marcate. Verona, Rovigo e Treviso hanno mantenuto o migliorato i risultati rispetto al 2025; a Venezia e Belluno la domanda di lavoro è in crescita, mentre Padova e Rovigo mostrano un leggero calo degli avviamenti. In agosto, le assunzioni sono esplose a Treviso (+29 %), Venezia (+10,5 %) e Verona (+8 %), aree particolarmente influenzate dalla stagionalità agricola.

Complessivamente, il 2026 contribuisce a un miglioramento del saldo complessivo del mercato del lavoro veneto, che ora conta +54.700 posizioni nel terziario, +14.300 nell’agricoltura e +3.200 nell’industria, evidenziando un quadro ancora dinamico nonostante le pressioni internazionali e le contrazioni del settore edile.

Andrea Innocenti
Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.