Il decreto Lavoro-MEF ha appena pubblicato il modello definitivo per il TFR destinato al fondo pensione. Il documento, identificato come TFR3 prevede una serie di opzioni personalizzabili a seconda del profilo del lavoratore e indica il costo dell’adesione automatica direttamente in busta paga.
Come si compila il nuovo modulo TFR3
Il modulo prevede tre sezioni principali: dati anagrafici, scelta del fondo e indicazione del livello contributivo. La compilazione è riconducibile a una procedura guidata online, dove ogni voce è accompagnata da una breve spiegazione in italiano chiaro. Una volta inviato, il datore di lavoro dovrà assicurare la trattenuta in busta paga, il cui ammontare è stato fissato dal decreto e varia a seconda della categoria contrattuale.
TFR per i contratti stagionali
Per i lavoratori a tempo determinato con contratto stagionale, il Trattamento di Fine Rapporto può essere erogato in busta paga oppure versato al fondo pensione, a seconda della durata del rapporto e della storia contributiva del dipendente. Questa flessibilità è pensata per consentire una gestione più adeguata delle risorse finanziarie al termine di ogni stagione lavorativa.
Mutui, tassi BCE e impatto sull’inflazione
Dal 16 settembre è operativo il nuovo tasso BCE allo 0,025 (2,50%). Si tratta della seconda stretta del 2026 su mutui e prestiti, che ha portato la rata del mutuo variabile standard a 631 euro. Una tabella pubblicata dalle autorità finanziarie mostra come l’aumento influisca su importi e durata dei finanziamenti, con un impatto significativo soprattutto sui prestiti alle PMI.
Inflazione in rialzo
L’inflazione è salita al 3,3 % annuo, con l’energia che ha registrato un balzo del 17 % e gli acquisti frequenti un aumento del 4,3 %. I dati provengono dall’Istat che prevede un incremento dei prezzi al consumo pari al 3,3 % per l’intero anno. Il FOI è atteso proprio il 16 settembre, data in cui verranno pubblicati i risultati definitivi.
Novità per le imprese: codici ATECO e InfoCamere
Le aziende devono ora rettificare i propri codici ATECO attraverso la Comunicazione Unica. Questo strumento consente di correggere eventuali incongruenze senza dover ricorrere a pratiche separate, semplificando notevolmente il processo amministrativo.
Il portale gratuito di InfoCamere che ha gestito più di 60.000 richieste, è stato dismesso. Chiunque abbia individuato un codice ATECO non coerente con l’attività dovrà tornare alla pratica ordinaria presso il Registro Imprese dove potrà effettuare la modifica necessaria.
Effetti pratici per le PMI
Le piccole e medie imprese, che tradizionalmente dipendono da finanziamenti a medio termine, devono tenere conto dell’aumento della rata mutuo e della revisione dei codici ATECO per evitare disallineamenti fiscali. Il nuovo panorama normativo richiede un attento monitoraggio delle scadenze, soprattutto in vista del FOI previsto per il 16 settembre.



