Il Ministero e le scuole hanno aperto l’anno scolastico 2026/2027 con segnalazioni diffuse su precariato docente e carenze di personale Ata in tutta Italia.
Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2026
Perché la questione è emersa all’avvio dell’anno
La riapertura delle scuole ha coinvolto circa 8 milioni di studenti e ha messo in luce un divario tra contratti a tempo determinato e immissioni in ruolo. I dati più citati indicavano 2.192 contratti a tempo determinato per i docenti con scadenze comprese tra il 31 agosto e il 30 giugno, mentre le immissioni in ruolo sono state 470. Questi numeri hanno generato allarmi perché il fabbisogno reale di organico continua a superare le disponibilità stabili, con particolare pressione sui posti di sostegno e nelle scuole in aree montane o dislocate su più sedi.
Dettagli sulle immissioni, sul sostegno e sul personale Ata
I dati aggiornati confermano uno squilibrio: per il personale Ata le immissioni in ruolo sono state 213 a fronte di 592 posti disponibili, lasciando molte sedi con carenze amministrative e ausiliarie. Nel settore del sostegno la situazione è risultata particolarmente critica: in una delle regioni riportate c’erano 687 docenti precari per il sostegno e appena 21 stabilizzazioni, con discontinuità didattica per gli alunni con disabilità. Le scuole hanno fatto ricorso a cattedre in deroga istituite anno per anno, meccanismo che non è stato inserito nell’organico di diritto e che ha inciso sulla continuità dell’insegnamento.
Questioni organizzative e logistiche emerse
Le convocazioni e l’assegnazione dei contratti a tempo determinato per il personale Ata si sono concentrate tra il 9 e il 10 settembre, ma i nominativi disponibili non hanno coperto tutti i posti da colmare. Le istituzioni scolastiche hanno quindi dovuto attingere alle graduatorie d’istituto, a fronte del rischio di non riuscire a coprire assenze e servizi essenziali. Il costo della benzina e il caro affitti hanno reso meno appetibili le posizioni nelle aree marginali, aggravando la carenza di personale in quegli istituti.
Sicurezza degli edifici e impatto sul funzionamento
Alla questione del personale si è sovrapposta la problematica della sicurezza e dell’efficientamento degli edifici scolastici. Nel corso dell’ultimo anno scolastico si sono registrati episodi di crolli o cedimenti e alcune strutture hanno presentato problemi di agibilità. È stata segnalata la presenza potenziale di amianto in numerosi edifici e la insufficiente diffusione di impianti di condizionamento, nonostante siano stati stanziati contributi specifici per alcune misure.
Il bilancio complessivo dell’avvio 2026/2027 ha mostrato che, nonostante oltre 37 mila immissioni in ruolo complessive a livello nazionale, il fenomeno del precariato rimane elevato e le criticità sul sostegno e sul personale Ata non sono state annullate. Il quadro operativo resta in evoluzione mentre le scuole organizzano le ultime assegnazioni per coprire le lezioni e i servizi quotidiani.



