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14 Settembre 2026

Scuola, le sfide del nuovo anno scolastico: precariato e sicurezza

L'anno scolastico 2026-2027 inizia con numerose sfide: dal precariato alla sicurezza degli edifici scolastici, passando per il caldo estivo.

Scuola, le sfide del nuovo anno scolastico: precariato e sicurezza

L’anno scolastico 2026-2027 è ufficialmente iniziato per circa 8 milioni di studenti italiani, ma non senza alcune criticità. Le riaperture delle scuole sono state distribuite in diverse date a seconda delle regioni, con le prime campanelle suonate a Bolzano il 7 settembre e le ultime in Puglia il 17 settembre.

Il Ministero dell’Istruzione ha assicurato una copertura quasi completa dei posti disponibili, con oltre 37 mila immissioni in ruolo tra docenti curricolari, insegnanti di sostegno e docenti di religione cattolica. Tuttavia, i sindacati segnalano che il precariato nella scuola rimane un problema serio, con oltre 200 mila docenti precari.

La questione del precariato

Il precariato nella scuola italiana è un problema che si trascina da anni. Nonostante le recenti assunzioni, il numero di docenti precari rimane elevato. Questo fenomeno è particolarmente evidente nel settore del sostegno, dove il fabbisogno effettivo supera di gran lunga la dotazione organica ordinaria.

La segretaria generale della Cisl Scuola, Ivana Barbacci, ha dichiarato che il precariato è una precarietà stabile un problema che si ripropone ogni anno. Le soluzioni parziali, come la possibilità di nominare lo stesso supplente dell’anno precedente, non risolvono completamente il problema. Barbacci ha sottolineato la necessità di una revisione dell’organico attuale, che risulta chiaramente inadeguato rispetto al reale fabbisogno.

La sicurezza degli edifici scolastici

Un altro aspetto critico riguarda la sicurezza degli edifici scolastici. Secondo Cittadinanzattiva, nell’ultimo anno scolastico si sono verificati 68 episodi di crolli o cedimenti negli edifici scolastici, con 12 feriti. Molte strutture si trovano in aree esposte a rischi naturali, come zone ad alta sismicità, territori soggetti a pericolosità idraulica e aree a rischio frana.

Il caldo estivo rappresenta un ulteriore problema, con solo una piccola percentuale di scuole italiane dotate di sistemi di condizionamento o ventilazione. Inoltre, oltre la metà delle strutture scolastiche italiane non dispone del certificato di agibilità. La presenza potenziale di amianto in numerosi edifici scolastici è un’altra preoccupazione, con stime che indicano oltre 14 mila strutture potenzialmente interessate.

Le sfide del cambiamento climatico

Il cambiamento climatico sta avendo un impatto significativo sulla vivibilità degli edifici scolastici. Il ministro dell’Istruzione ha messo a disposizione 20 milioni di euro per dotare le classi di aria condizionata, ma secondo Barbacci, questa cifra è assolutamente insufficiente. Servono interventi più profondi sull’organizzazione del tessuto urbano e sull’efficientamento energetico degli edifici.

Barbacci ha criticato l’atteggiamento di una parte della politica che tende a sminuire l’impatto del cambiamento climatico. Ha sottolineato che il cambiamento climatico è una realtà permanente che non può essere sottovalutata. Servono interventi strutturali per affrontare questo problema, come l’ampliamento dei polmoni verdi intorno alle scuole e agli edifici in generale.

Nonostante le assunzioni recenti, il problema del precariato rimane serio. La sicurezza degli edifici scolastici e l’adattamento al cambiamento climatico richiedono interventi strutturali e investimenti significativi.

Andrea Innocenti
Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.