Salta al contenuto
10 Luglio 2026

Depositi di petrolio russi colpiti: la risposta ucraina e la richiesta di mediazione

L'Ucraina ha colpito due depositi di petrolio in Russia, causando incendi e carenze di carburante. Mosca chiede l'intervento di Trump come mediatore.

Depositi di petrolio russi colpiti: la risposta ucraina e la richiesta di mediazione

In un’escalation del conflitto, l’Ucraina ha colpito due depositi di petrolio in Russia, causando gravi incendi e disagi nella fornitura di carburante. Questo attacco arriva in risposta ai recenti raid russi su Kiev e segna un nuovo capitolo nella guerra che dura ormai da oltre 1.500 giorni.

Mentre la tensione militare cresce, anche la diplomazia è in fermento. Mosca ha invocato l’intervento di Donald Trump come mediatore, sperando di trovare una soluzione negoziata al conflitto. Intanto, il Cremlino continua a fornire armi all’Ucraina, pur essendo coinvolto nel processo di pace.

Attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche russe

I droni ucraini hanno colpito depositi di petrolio a Tver e nella regione di Stavropol, causando incendi e interruzioni nella fornitura di carburante. Secondo le fonti ucraine, entrambe le regioni potrebbero rimanere senza carburante a causa dei danni subiti.

Il governatore della regione di Stavropol, Vladimir Vladimirov, ha confermato l’attacco a un impianto industriale non specificato, mentre molti residenti vengono evacuati. L’agenzia ucraina Unian ha riportato che il deposito petrolifero Lukoil-Yugnefteproduct di Mikhailovsk è stato attaccato e sta prendendo fuoco.

Impatto sulla capacità di raffinazione russa

Secondo un’analisi del Financial Times la crisi dei carburanti in Russia ha colpito circa 50 milioni di persone, il 35% della popolazione. Diversi governi regionali hanno introdotto misure di razionamento, assegnando giorni di rifornimento diversi alle auto con targhe pari e dispari.

La pressione è iniziata a maggio, quando l’Ucraina ha intensificato la sua campagna con i droni contro le infrastrutture petrolifere russe. Un alto dirigente del settore energetico russo ha affermato che le difese russe non riescono a reggere la pressione dei droni, che sfondano fisicamente le difese come un cuneo di cavalleria medievale.

La Russia ha smesso di pubblicare gran parte dei dati rilevanti, ma gli analisti stimano che tra il 20 e il 40 per cento della capacità di raffinazione sia stata messa fuori uso. A giugno, la Russia ha raffinato in media 4,1 milioni di barili al giorno, il 28 per cento in meno rispetto al volume medio degli ultimi cinque anni.

Diplomazia e mediazione internazionale

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che gli Stati Uniti continuano a fornire armi all’Ucraina, ma allo stesso tempo sono impegnati nel processo di pace. Peskov ha anche sottolineato che il presidente Putin è sempre disponibile al dialogo e ha un rapporto costruttivo con Trump, nonostante alcune divergenze.

Intanto, il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, ha affermato che gli Stati Uniti non hanno il diritto di imporre la loro volontà agli altri Stati. Medvedev ha criticato gli Stati Uniti, definendoli un impero del male e chiedendo loro di risolvere il caos interno prima di imporre decisioni agli altri.

Zelensky e la situazione militare

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reso noto che i combattimenti per la città strategica di Konstantinovka continuano, nonostante il Cremlino avesse rivendicato la sua conquista. Zelensky ha anche avvertito che la Russia sta preparando un nuovo massiccio attacco e ha chiesto ai partner internazionali di fornire urgentemente missili per la difesa aerea.

Zelensky ha sottolineato che qualsiasi ritardo nella fornitura di missili per i sistemi Patriot è una perdita di vite umane e spinge la Russia a continuare la guerra. Ha anche criticato Mosca per aver rifiutato la proposta di consegnare le salme dei soldati ucraini uccisi a Konstantinovo.

Nel frattempo, il Cremlino ha avvertito che ci si deve aspettare provocazioni da parte dell’Ucraina alla vigilia del vertice della Nato ad Ankara. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha affermato che l’operazione militare speciale russa in Ucraina si sta trasformando in una guerra su vasta scala, poiché i finanziatori occidentali stanno partecipando ai combattimenti a fianco di Kiev.

Paolo Mariani
Autore

Paolo Mariani

Paolo Mariani, giornalista esperto di mercato del lavoro e politiche occupazionali, racconta contratti, carriere e trasformazioni del mondo professionale con taglio pratico e attento ai diritti dei lavoratori.