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25 Giugno 2026

Cessazione definitiva dei contratti dei medici a gettone nei pronto soccorso della Sardegna

La Regione Sardegna ha comunicato alle aziende sanitarie la cessazione definitiva dei contratti per i medici a gettone nei pronto soccorso, inderogabilmente fino al 30 giugno, richiamando l'applicazione dell'articolo 10 del decreto legge 34/2026; la decisione si inserisce in un quadro di carenza di personale e misure di incentivazione per il comparto sanitario.

Cessazione definitiva dei contratti dei medici a gettone nei pronto soccorso della Sardegna

La direzione generale della Sanità della Sardegna ha informato le aziende socio-sanitarie locali che il contratto per l’affidamento delle attività di emergenza-urgenza con guardia medica attiva non potrà essere prorogato e terminerà inderogabilmente il 30 giugno. La comunicazione fa riferimento all’applicazione dell’articolo 10 del decreto legge n. 34 del 2026 che stabilisce il superamento del sistema dei medici a gettone nel Servizio sanitario nazionale.

Decisione regionale e vincoli normativi

La Regione ha ribadito che, in base alle disposizioni nazionali, non è possibile procedere a estensioni del contratto in essere. L’atto ufficiale inviato alle aziende sanitare richiama quanto già segnalato da Ares Sardegna, stazione appaltante della procedura, e sottolinea la fine dell’utilizzo dello strumento dei medici a gettone entro la scadenza prevista. Questo passaggio normativo rappresenta un punto di discontinuità rispetto a pratiche consolidate in alcune aree dell’Isola, dove il ricorso ai professionisti retribuiti a prestazione aveva consentito di mantenere servizi essenziali.

Cos’è previsto dall’articolo 10 del decreto legge

L’articolo 10 del decreto legge n. 34/2026 prevede il progressivo superamento del modello dei medici a gettone nel Servizio sanitario nazionale promuovendo forme di stabilizzazione e valorizzazione del personale medico in servizio. Nella nota regionale si evidenzia che, alla luce di tale previsione, non sono possibili proroghe amministrative del contratto appaltato per la gestione dei pronto soccorso con guardia attiva.

Impatto sui pronto soccorso e prime misure delle Asl

La cessazione del contratto arriva in una fase di criticità per la sanità sarda, segnata da una nota carenza di medici e dalle difficoltà operative che da anni interessano i pronto soccorso dell’isola. Diverse Aziende sanitarie locali stanno già valutando interventi per evitare interruzioni di servizio: alcune hanno attivato reclutamenti straordinari, mentre altre sperano di ridistribuire personale interno per tamponare le lacune.

Intervento della Asl della Gallura

Per esempio, la Asl della Gallura ha deliberato l’assunzione di due medici attingendo a un elenco emergenziale di professionisti disponibili, in gran parte stranieri che avevano manifestato disponibilità nel 2026. L’obiettivo dichiarato dall’azienda è la riattivazione dell’Obi (Osservazione breve intensiva), ritenuta prioritaria per ottimizzare i percorsi assistenziali e ridurre i ricoveri impropri. Il costo indicato per l’acquisizione di questi due professionisti è pari a 145.920 euro per sei mesi con un onere mensile superiore a 12.000 euro per medico.

Situazione di altre realtà ospedaliere

In alcune realtà si cerca di far leva su disponibilità interne: fra i medici del Brotzu, per esempio, circa 18 professionisti hanno aderito a una manifestazione di interesse per coprire turni anche in altre strutture, ma al momento risultano mancanti le convenzioni formali per rendere operativo questo scambio. Parallelamente, alcune aziende temono ricorsi legali legati a clausole contrattuali e a diffide da parte di soggetti coinvolti nell’appalto che aveva permesso il reclutamento dei gettonisti.

Dichiarazioni istituzionali e piano di valorizzazione del personale

La presidente della Regione, assessora ad interim in materia di Sanità, aveva anticipato che, alla scadenza dei contratti a gettone, la Giunta avrebbe risposto puntando alla valorizzazione della dirigenza medica e all’implementazione di misure di incentivo per il comparto sanitario. Nella comunicazione ufficiale regionale si ribadisce la scelta di privilegiare forme di stabilizzazione e il rafforzamento delle strutture interne, nel rispetto delle norme nazionali che impongono il superamento dei contratti a prestazione.

La combinazione di vincoli legislativi, contenziosi potenziali e carenza di professionalità reso evidente dall’uscita dei medici a gettone obbliga le autorità sanitarie a intervenire rapidamente per evitare disservizi. Le azioni in corso da parte delle Asl e la rimodulazione di incentivi e organizzazione interna saranno decisive per la tenuta dei pronto soccorso nell’immediato futuro.

Edoardo Marchesi
Autore

Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.