Il Bonus Giovani 2026 è un incentivo introdotto dall’articolo 2 del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, pensato per favorire l’assunzione stabile di giovani sotto i 35 anni. Con la circolare INPS n. 55 del 14 maggio 2026 l’Istituto ha fornito le prime istruzioni operative, spiegando a chi spetta l’agevolazione, come si calcola il risparmio e quali adempimenti sono richiesti alle imprese. Questo articolo riassume i punti essenziali e indica le verifiche preliminari che ogni datore di lavoro deve effettuare prima di procedere con l’assunzione.
In sintesi, il meccanismo prevede un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (con esclusione dei premi e contributi INAIL) per assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2026. L’agevolazione è rivolta ai datori di lavoro privati, compreso il settore agricolo, ed esclude le pubbliche amministrazioni e alcune tipologie contrattuali già escluse dalla norma.
Valore del beneficio e limiti territoriali
Il massimale ordinario del beneficio è fissato in 500 euro al mese per ciascun lavoratore. A sostegno delle aree con maggiore bisogno di sviluppo occupazionale, il tetto sale a 650 euro mensili per le assunzioni effettuate in sedi o unità produttive localizzate nelle regioni indicate dall’INPS: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria. Questo aumento rientra nella strategia per ridurre i divari territoriali e sostenere la Zona Economica Speciale del Mezzogiorno, la ZES unica.
Ambito temporale
L’incentivo si applica alle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026. Per accedere al beneficio è necessario rispettare il periodo indicato dalla norma; eventuali precisazioni operative su come inviare la domanda saranno fornite dall’INPS con successivo messaggio.
Durata dell’esonero e categorie di destinatari
La durata dell’agevolazione dipende dalla condizione occupazionale del giovane assunto. Per i lavoratori considerati molto svantaggiati l’esonero può arrivare fino a 24 mesi. In particolare, sono inclusi i giovani privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, ma anche coloro privi di impiego da almeno 12 mesi se appartenenti ad alcune categorie previste dal Regolamento UE 651/2014. Per i soggetti classificati come svantaggiati (tra cui i 15-24enni o chi è privo di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi) la durata riconosciuta è di 12 mesi.
Definizioni chiave
È importante comprendere le nozioni operative: per privo di impiego regolarmente retribuito si fa riferimento alle definizioni già adottate in precedenti decreti ministeriali e circolari. Inoltre, la qualificazione del candidato come svantaggiato o molto svantaggiato incide direttamente sulla durata dell’esonero e sulla pianificazione del costo del lavoro per l’azienda.
Contratti ammessi, esclusioni e condizioni per le imprese
Possono beneficiare dell’incentivo le assunzioni a tempo indeterminato, sia full-time sia part-time, e le assunzioni a scopo di somministrazione che l’INPS equipara al lavoro subordinato ai fini dello sgravio. Restano invece escluse dal beneficio specifiche tipologie contrattuali: il lavoro domestico, i contratti di apprendistato, il lavoro intermittente, i contratti a termine e le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato (per queste ultime esiste un incentivo distinto nel decreto). Le imprese devono inoltre rispettare requisiti generali come la regolarità contributiva, l’applicazione dei contratti collettivi e le norme di sicurezza sul lavoro.
Incremento occupazionale e obblighi procedurali
Per fruire del Bonus Giovani 2026 è necessario che l’assunzione determini un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei 12 mesi precedenti, secondo le regole sugli aiuti di Stato. Dal punto di vista procedurale, l’INPS ha indicato che la domanda andrà presentata tramite il portale delle agevolazioni; inoltre, dopo il decreto attuativo, l’azienda dovrà pubblicare l’offerta di lavoro sul portale SIISL come passaggio necessario per sbloccare lo sgravio.
Le risorse disponibili sono limitate: per il 2026 sono stanziati 110 milioni di euro e per il 2027 252 milioni di euro. L’INPS monitorerà le domande e, in caso di esaurimento dei fondi, sospenderà l’accoglimento di nuove richieste. Per questo motivo le imprese interessate devono combinare la programmazione delle assunzioni con una verifica tempestiva della disponibilità finanziaria.
Infine, prima di procedere con l’assunzione agevolata le aziende devono controllare tre elementi chiave: l’età del candidato alla data del contratto, la sua condizione di svantaggio e la sede di impiego. Questi dati determinano sia la durata dell’esonero sia il massimale mensile applicabile. Per chiarimenti operativi l’INPS ha già annunciato ulteriori comunicazioni e, secondo le prime dichiarazioni del DG vicario Antonio Pone, le modalità tecniche saranno rese note a breve.
