La pronuncia favorevole della High Court di Londra su uno dei contratti stipulati con la banca Dexia ha riacceso il dibattito politico nel capoluogo piemontese. Dopo il verdetto estero, esponenti della Lega e il consigliere Pino Iannò hanno presentato un’interpellanza per ottenere spiegazioni dirette dal sindaco sulla gestione dei derivati e sulle possibili ripercussioni finanziarie per la città.
Il confronto tra maggioranza e opposizione si concentra su due nodi: la scelta di non costituirsi in sede inglese e la possibile esposizione delle casse comunali. Mentre il Comune sottolinea che la causa principale è pendente in Italia e che gli accantonamenti sono garantiti, i consiglieri di opposizione chiedono trasparenza e dettagli su spese legali, rischi economici e strategie processuali.
Richiesta di chiarimenti in aula: perché il sindaco deve riferire
I promotori dell’interpellanza — tra cui la Lega e il consigliere Iannò di Torino Libero Pensiero — hanno chiesto formalmente che il sindaco Stefano Lo Russo venga a riferire in consiglio comunale. Le domande rivolte all’amministrazione riguardano in particolare la decisione di non presentarsi al processo in Inghilterra e il totale delle spese sostenute fino a oggi per le consulenze e le azioni legali. I firmatari sollevano anche il dubbio che si stia valutando un >accordo stragiudiziale simile a quello adottato da altre istituzioni.
Alla base della richiesta c’è la preoccupazione che eventuali debiti o risarcimenti possano ripercuotersi sul bilancio comunale e, Iannò ha richiamato la necessità di trasparenza sui conti pubblici, mentre il capogruppo della Lega Fabrizio Ricca ha criticato la decisione di non costituirsi nel procedimento inglese e ha messo in discussione il valore dei consulenti incaricati dalla Città.
Reazioni interne: accuse e richieste di responsabilità
Nel dibattito consiliare si sono innestate accuse di superficialità e di insufficiente tutela degli interessi comunali. Alcuni consiglieri hanno espresso irritazione e timori per l’assenza di risposte puntuali da parte dell’amministrazione. I critici sostengono che, con le risorse vincolate e l’assenza dei fondi PNRR o di misure salva-città, qualsiasi impegno economico in più potrebbe pesare su servizi e tassazione locale.
Il contesto tecnico e la strategia giudiziaria del Comune
I contratti in questione appartengono alla categoria dei derivati finanziari strumenti che in passato sono stati utilizzati per gestire l’esposizione ai tassi di interesse e che dal 2014 risultano vietati alle pubbliche amministrazioni. Il Comune di Torino aveva intrapreso, a partire dalla fine del 2026, una revisione dei rapporti contrattuali: sei posizioni sono state estinte anticipatamente con un effetto positivo sui conti per quasi 10 milioni di euro, mentre altri rapporti ritenuti più problematici sono stati congelati e portati in sede giudiziaria nazionale.
La banca coinvolta ha scelto invece la via della giurisdizione inglese e ha ottenuto una pronuncia favorevole dalla High Court che riconosce la validità del contratto impugnato. Secondo l’amministrazione comunale, però, questa sentenza non muta l’assetto della controversia perché la causa di merito resta in corso davanti ai tribunali italiani, supportata da un orientamento giurisprudenziale della Corte di Cassazione che tende a valorizzare la giurisdizione italiana in casi analoghi.
Dal punto di vista operativo, il settore bilancio del Comune ha ribadito che i pagamenti dovuti non sono mai stati sospesi e che continuano gli accantonamenti necessari in attesa della definizione della causa italiana. Palazzo Civico ha inoltre richiamato gli effetti della Brexit, sostenendo che le decisioni dei giudici britannici hanno oggi limitate possibilità di essere direttamente riconosciute in Italia.
Nonostante le rassicurazioni ufficiali, le opposizioni hanno annunciato l’intenzione di trasformare l’interpellanza in una richiesta di carattere generale per accelerare l’ottenimento di risposte e documentazione. Il messaggio comune delle forze politiche critiche è che tutte le forze presenti in consiglio debbano essere messe a conoscenza dei fatti per valutare responsabilità e impatti in modo condiviso.
Il tema resta quindi aperto: la vicenda ruota attorno alla gestione di strumenti finanziari complessi, alle strategie processuali tra fori diversi e alla necessità di bilanciare tutela degli interessi pubblici e trasparenza verso i cittadini.



