San Stino di Livenza è in lutto per la scomparsa di Chiara Guerra, una professoressa di italiano amata da studenti e colleghi. La sua vita è stata spezzata in modo tragico dal nipote, un ragazzo di 17 anniin un dramma familiare che ha sconvolto la piccola comunità.
Gli studenti dell’Istituto Comprensivo Rita Levi Montalcinidove insegnava, hanno espresso il loro dolore con messaggi e fiori davanti alla sua casa. La professoressa Guerra, 53 anni, era una figura centrale nella vita scolastica e sociale della città.
Una vita dedicata all’insegnamento
Chiara Guerra era conosciuta da tutti come la Prof con la P maiuscola. Le sue lezioni di italiano, storia e geografia erano attese con entusiasmo dagli studenti. Il sindaco Gianluca De Stefani ha ricordato come avesse consacrato la sua esistenza alla scuolacrescendo ed educando generazioni di giovani.
Le colleghe la descrivono come una persona mai autoritaria, sempre autorevole. Un padre di un alunno di prima media ha commentato: Era buonissima. La professoressa era riservata e parlava poco di sé, ma aveva confidato a un’amica degli screzi con il fratello per la gestione delle proprietà di famiglia.
Il dramma familiare e la confessione
Il nipote di Chiara Guerra, figlio del fratello con cui aveva avuto dei dissidi, è stato arrestato e ha confessato l’omicidio. Secondo le indagini, il ragazzo avrebbe aggredito la zia con un coltello nella legnaia attigua alla sua abitazione. Il corpo della professoressa è stato trasportato con una carriola fino al canale Malgher, dove è stato gettato in acqua.
Il giovane ha riferito agli investigatori che l’arma del delitto, probabilmente un lungo coltello da cucina, è stata gettata nel canale assieme alla vittima. Il ragazzo si è presentato con diverse escoriazioni e una mano ferita, cercando di giustificarsi con un incidente in giardino, ma la sua versione è risultata poco credibile.
Le difficoltà delle ricerche
Le ricerche del corpo della professoressa sono state complicate dalle correnti del canale Malgher, che si innesta nel fiume Loncon e poi nel Lemene, sfociando infine nell’Adriatico. I vigili del fuoco hanno cercato per ore, ma senza successo, di recuperare la salma.
Il dolore degli studenti
Gli studenti di Chiara Guerra hanno espresso il loro dolore in modi diversi. Alcuni hanno portato fiori e cartelloni davanti alla sua casa, altri hanno promesso di fare un buon esame per renderla orgogliosa. La professoressa aveva seguito gli studenti durante tutto il triennio e li chiamava scherzosamente i papabili quando li interrogava.
Un cartellone lasciato dagli studenti recitava: Cercheremo di fare un bell’esame in modo che lei possa essere sempre orgogliosa di noi. Rimarrà sempre nei nostri cuori. La professoressa era molto impegnata con gli esami di terza media e la sua assenza da venerdì mattina aveva già destato preoccupazione.
La comunità di San Stino di Livenza è in lutto per la perdita di una persona così importante. La professoressa Chiara Guerra lascerà un vuoto incolmabile nella vita di molti.



