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19 Luglio 2026

Donatella Sciuto esclude la corsa a Palazzo Marino: «Non sono interessata alla politica»

Donatella Sciuto, rettrice del Politecnico di Milano, ha chiarito che non ha alcuna intenzione di candidarsi a sindaca di Milano, nonostante il suo nome sia stato considerato ideale per il centrosinistra.

Donatella Sciuto esclude la corsa a Palazzo Marino: «Non sono interessata alla politica»

Donatella Sciuto, rettrice del Politecnico di Milano ha messo fine a ogni speculazione sulla sua possibile candidatura a sindaca della città. In un’intervista, ha dichiarato con fermezza che la politica non fa parte dei suoi piani, nonostante il suo nome sia stato spesso citato come il più adatto per il centrosinistra in vista delle prossime elezioni amministrative.

Il suo profilo, infatti, è stato visto come quello perfetto per unire le diverse anime del centrosinistra e garantire una continuità amministrativa dopo il mandato di Beppe Sala. Tuttavia, Sciuto ha ribadito che il suo impegno è completamente assorbito dal ruolo di rettrice, che ricopre dal 2026 e che terminerà solo nel 2028. Un mandato incompatibile con qualsiasi altra attività politica.

Un profilo ideale, ma una scelta definitiva

«La mia posizione non cambierà», ha affermato Sciuto, sottolineando che non ha mai avuto interesse per la politica. Il ruolo di sindaco, per quanto prestigioso, non la attrae. Nonostante le pressioni e le eventuali visite di leader nazionali del centrosinistra, la sua decisione è irrevocabile.

La rettrice ha anche espresso il suo pensiero sullo scenario elettorale attuale, criticando l’eccessiva attenzione ai nomi piuttosto che ai programmi. «Milano è una città complessa che deve continuare a creare sviluppo, a essere europea, centro di innovazione e conoscenza, senza lasciare indietro nessuno», ha dichiarato, delineando una visione che molti condividono.

La corsa al successore di Beppe Sala

Mentre Sciuto si defila, la corsa per la successione a Beppe Sala è più viva che mai. Tra i nomi in lizza ci sono quelli di Mario CalabresiAnna ScavuzzoPierfrancesco MajorinoLorenzo PaciniTommaso GoisisEmmanuel ConteTommaso Sacchi e Carlotta Cossutta.

La coalizione del centrosinistra deve ancora decidere se optare per le primarie o per un accordo tra i partiti. Il Partito Democratico sembra propendere per le primarie, ma il numero elevato di candidati potrebbe rendere necessaria una scrematura preliminare.

Carlotta Cossutta: un profilo di rottura

Tra i candidati, spicca il nome di Carlotta Cossutta docente di Filosofia politica all’Università degli Studi di Milano e militante femminista. Il suo profilo è nettamente collocato a sinistra, con un’area di riferimento nell’Alleanza Verdi e Sinistra, ma con l’ambizione di parlare anche a mondi esterni alle strutture tradizionali dei partiti.

Cossutta ha spiegato di voler incontrare e ascoltare quel pezzo di Milano che chiede un’altra idea di città. La sua candidatura, se confermata, potrebbe rappresentare una novità nel panorama politico milanese, grazie al suo percorso politico sviluppato nei movimenti, nell’università e nell’associazionismo.

Il cognome Cossutta, legato alla tradizione comunista del nonno Armando, pesa inevitabilmente, ma Carlotta ha sempre rivendicato un percorso autonomo. La sua formazione politica si è sviluppata negli anni del liceo e attraverso l’impegno nei movimenti transfemministi, come Non una di meno e Ambrosia.

La sua notorietà è cresciuta nel marzo 2026, quando ha partecipato all’Anasyrma, un gesto simbolico di protesta contro il patriarcato. Un gesto che, sebbene controverso, ha sottolineato il suo impegno per una politica che unisce Resistenza, femminismo e disobbedienza.

Cossutta ha anche legato le battaglie femministe ai problemi materiali della città, come la solitudine, la precarietà abitativa e la debolezza dei legami di prossimità, proponendo politiche strutturali per affrontare la violenza sulle donne.

Andrea Innocenti
Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.