La sanità privata bresciana è sotto accusa per la gestione del personale e per i profitti milionari generati a discapito dei salari dei lavoratori. I sindacati denunciano un sistema che specula sul blocco dei salari, creando un divario significativo tra il settore pubblico e quello privato.
Con oltre 2mila posti letto e un fatturato annuo di 380 milioni di euro, la sanità privata bresciana è un colosso finanziario. Tuttavia, i lavoratori del settore devono fare i conti con retribuzioni inferiori del 15-20% rispetto ai colleghi del pubblico. Questo squilibrio è dovuto principalmente al mancato rinnovo del contratto dal 2026.
Differenze salariali e gestione del personale
Il divario salariale tra un infermiere del pubblico e uno del privato può arrivare a 200-300 euro mensili. Questo non è l’unico problema: la spesa per il personale nelle cliniche private profit è significativamente inferiore rispetto al pubblico. Mentre negli ospedali pubblici la spesa per il personale supera il 60% dei costi complessivi, nelle cliniche private scende sotto il 48%. Questa differenza rappresenta il margine di profitto che le aziende estraggono bloccando i contratti e aumentando i carichi di lavoro.
I sindacati denunciano anche la presenza di personale senza titoli nelle cliniche private. Durante il Covid, Regione Lombardia ha permesso un accesso semplificato per gli infermieri stranieri, senza controlli rigorosi sui titoli e sulle competenze linguistiche. Questo tipo di ingresso semplificato avviene solo nella sanità privata, non in quella pubblica.
Investimenti e profitti delle cliniche private
Le cliniche private bresciane come gli Istituti ospedalieri bresciani, Fondazione Poliambulanza, Villa Gemma e Villa Barbarano destinano una percentuale variabile al costo del personale. Ad esempio, gli Istituti ospedalieri bresciani hanno investito solo il 27% della spesa per il personale, mentre Fondazione Poliambulanza ha destinato circa il 51%. Questi dati evidenziano come i profitti siano prioritari rispetto alla valorizzazione del personale.
I sindacati avvertono i cittadini sulla qualità della sanità privata. “Nella sanità privata c’è personale senza titoli, non ci sono controlli”, spiega Tatiana Vezzini della segreteria Cisl Fp con delega alla sanità. “Credo ci sia un silenzio totale della politica bresciana: inaugurano strutture ma non si interessano della qualità della sanità in generale”, aggiunge Andrea Riccò, segretario Uil Fp.
Proteste e richieste dei sindacati
Il 24 luglio i sindacati scenderanno in presidio davanti al Ministero per chiedere il rinnovo dei contratti e la valorizzazione del lavoro. “Il governo ha stanziato un miliardo di euro per la sanità privata accreditata ma senza prevedere un vincolo che garantisca il rinnovo dei contratti”, sottolinea Gian Marco Pollini, segretario Cisl Fp. Questo rappresenta l’ennesima dimostrazione di un sistema iniquo che favorisce i profitti a discapito dei lavoratori.



