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25 Giugno 2026

Premio di produttività 2026: valore medio, diffusione territoriale e regime fiscale agevolato

Il report aggiornato al 15 giugno 2026 mostra un premio medio in crescita, 13.677 contratti attivi e una diffusione concentrata nel Nord e nelle PMI, con un’imposta sostitutiva all’1% fino a 5.000 euro per il biennio 2026-2027.

Premio di produttività 2026: valore medio, diffusione territoriale e regime fiscale agevolato

Il quadro al 15 giugno 2026 evidenzia un aumento del valore medio del premio di produttività e una rete di contratti che interessa migliaia di lavoratori del settore privato. I numeri principali mostrano una prevalenza di accordi aziendali rispetto a quelli territoriali e una forte concentrazione geografica nelle regioni del Nord.

Principali indicatori numerici aggiornati al 15 giugno 2026

L’analisi registra 13.677 contratti attivi suddivisi tra 11.846 contratti aziendali e 1.831 contratti territoriali. Il premio medio annuo si attesta a 1.812,36 euro lordi. Il valore è differenziato per tipologia: i contratti aziendali riportano una media di 1.924,12 euro mentre quelli territoriali registrano 1.211,62 euro evidenziando un divario che incide sulle retribuzioni nelle imprese più piccole.

Il numero complessivo dei beneficiari raggiunge 3.853.732 lavoratori di cui 2.778.572 legati a contratti aziendali e 1.075.160 a contratti territoriali. Questi dati mostrano come la contrattazione di secondo livello coinvolga una porzione rilevante della forza lavoro privata.

Andamento temporale del premio

Il premio medio annuo, pari a 1.812,36 euro è in crescita: registra un incremento di 16,71 euro rispetto al mese precedente e di 207,12 euro rispetto a . Questo trend mensile suggerisce una progressiva diffusione e valorizzazione dello strumento, in particolare nelle realtà produttive con meno di 50 dipendenti.

Distribuzione territoriale, dimensione aziendale e settori coinvolti

La mappa territoriale mostra che il 71% dei contratti attivi si concentra al Nord mentre il Centro rappresenta il 18% e il Sud l’11%. Per quanto riguarda la dimensione delle imprese, quasi la metà dei contratti (47%) riguarda aziende con meno di 50 dipendenti; la fascia intermedia 50-99 rappresenta il 16% mentre le imprese con almeno 100 dipendenti coprono il 37%. I settori maggiormente coinvolti sono i servizi con il 65% seguiti dall’industria al 34% e dall’agricoltura all’1%.

Implicazioni per le PMI del Nord

La prevalenza delle pmi al Nord indica che la contrattazione di secondo livello si è radicata soprattutto nelle realtà produttive territoriali più dinamiche. Tuttavia, il valore medio inferiore dei premi territoriali penalizza i lavoratori che operano in contesti con contratti non aziendali, contribuendo a una distribuzione delle retribuzioni aggiuntive meno uniforme.

Obiettivi contrattuali e trasformazione del premio in welfare

Gli accordi rendono espliciti gli obiettivi perseguiti: su 13.677 contratti11.244 mirano a migliorare la produttività8.602 includono indicatori legati alla redditività e 7.407 si concentrano sulla qualità del lavoro o del prodotto. I piani di partecipazione agli utili restano marginali, con 1.246 contratti dedicati a questa finalità, mentre le misure di welfare aziendale compaiono in 8.990 contratti segno della tendenza a convertire il premio in beni e servizi piuttosto che in denaro.

Regole fiscali per il biennio 2026-2027

Sui premi erogati nel 2026 e nel 2027 è prevista un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali pari all’1% entro un tetto di 5.000 euro lordi. La normativa si applica ai dipendenti del settore privato con reddito da lavoro fino a 80.000 euro nell’anno precedente e richiede che il riconoscimento del premio sia stabilito dalla contrattazione di secondo livello, sia aziendale che territoriale. Per confronto, nel solo 2026 l’aliquota agevolata era fissata al 5%. Lo stesso limite di 5.000 euro vale anche quando il premio viene convertito in benefit aziendali.

Questa combinazione di valori medi in aumento, diffusione territoriale e regolazione fiscale definisce lo stato attuale dello strumento di incentivazione collegato alla produttività. I dati aggiornati al 15 giugno 2026 disegnano un fenomeno sempre più presente nelle imprese italiane, con impatti differenti a seconda della tipologia contrattuale e della dimensione aziendale.

Luca Ferrari
Autore

Luca Ferrari

Luca Ferrari, giornalista di economia del lavoro e risorse umane, analizza organizzazione aziendale, welfare e diritto del lavoro con uno sguardo alle dinamiche tra imprese e dipendenti.