Nel panorama sempre più globale del lavoro, i cittadini italiani che operano all’estero si trovano ad affrontare nuove sfide in termini di tasse e contributi previdenziali. Il decreto Lavoro-MEF 2026, pubblicato il 19 giugno 2026, ha introdotto importanti aggiornamenti che riguardano i lavoratori italiani all’estero, con particolare attenzione ai Paesi extra-UE.
L’INPScon la circolare n. 66 del 18 giugno 2026, ha fornito chiarimenti dettagliati sull’applicazione del decreto del 29 maggio 2026, che stabilisce le retribuzioni convenzionali da utilizzare per il calcolo dei contributi obbligatori. Questo articolo esplora le novità introdotte e le istruzioni operative per i datori di lavoro e i lavoratori interessati.
Chi è interessato dalle nuove regole
Le nuove disposizioni si applicano a diverse categorie di lavoratori:
- Lavoratori italiani inviati in Paesi extra-UE senza accordi di sicurezza sociale.
- Lavoratori UE ed extracomunitari con regolare permesso di soggiorno e contratto italiano inviati all’estero.
- In via residuale, anche a lavoratori in Paesi convenzionati per assicurazioni non coperte dagli accordi bilaterali.
Queste regole mirano a garantire che tutti i lavoratori italiani all’estero contribuiscano in modo equo al sistema previdenziale nazionale, indipendentemente dalla loro ubicazione geografica.
Calcolo delle retribuzioni convenzionali
La retribuzione convenzionale imponibile è determinata confrontando la retribuzione del lavoratore con la fascia di retribuzione nazionale prevista dal contratto collettivo, escludendo l’indennità estero. L’importo annuale viene diviso per 12 per ottenere la mensilità di riferimento.
In caso di assunzione, cessazione o trasferimento nel mese, il valore mensile si divide per 26 e si moltiplica per i giorni lavorati, escludendo le domeniche. Le tabelle delle retribuzioni convenzionali sono allegate alla circolare e devono essere arrotondate all’unità di euro.
Casi particolari e adeguamenti
Ci sono alcune situazioni che richiedono un’attenzione particolare:
- Cambi di qualifica o variazioni economiche individuali nel mese comportano l’adeguamento della retribuzione convenzionale.
- Compensi variabili come straordinari e premi maturati durante l’anno richiedono il ricalcolo della fascia retributiva e, se necessario, il conguaglio dei contributi a partire da gennaio.
Questi adeguamenti garantiscono che i contributi previdenziali siano sempre calcolati in modo preciso e conforme alla situazione lavorativa del dipendente.
Regolarizzazioni contributive
I datori di lavoro che hanno applicato regole diverse da gennaio a giugno 2026 possono regolarizzare la situazione senza sanzioni entro il 16 del terzo mese successivo alla pubblicazione della circolare. Le differenze vanno aggiunte alle retribuzioni imponibili del mese di regolarizzazione e riportate nel flusso Uniemens.
Questa disposizione offre una finestra di opportunità per correggere eventuali errori senza incorrere in penalità, garantendo così la conformità alle nuove normative.
Le nuove regole introdotte dal decreto Lavoro-MEF 2026 e chiarite dall’INPS rappresentano un passo significativo verso una maggiore equità e trasparenza nel sistema previdenziale per i lavoratori italiani all’estero. Con queste istruzioni dettagliate, i datori di lavoro e i lavoratori possono navigare con maggiore sicurezza nel complesso panorama delle tasse e dei contributi previdenziali.


