Nel panorama amministrativo della Regione Lombardia un aspetto spesso sottovalutato è quello delle società partecipate. Queste aziende, controllate direttamente o indirettamente dalla Regione, giocano un ruolo cruciale in settori strategici come i trasporti, l’ambiente e la sanità. Ai vertici di queste realtà si trovano manager con responsabilità immense e compensi che, in alcuni casi, superano quelli degli stessi assessori regionali.
La normativa che regola gli stipendi di questi dirigenti è complessa e ha subito recenti modifiche. La legge del 2014 fissava un tetto massimo di 240mila euro annui, ma la Corte Costituzionale ha dichiarato questa soglia illegittima, ripristinando come parametro lo stipendio del primo presidente della Cassazione pari a circa 311mila euro. Nonostante ciò, i manager delle partecipate lombarde continuano a percepire retribuzioni inferiori a questo nuovo limite.
Le società partecipate più rilevanti
Tra le società partecipate più importanti figurano Aria e Finlombarda entrambe controllate al 100% dalla Regione. Altre realtà strategiche includono Autostrada Pedemontana Lombarda e Principia. Questi colossi gestiscono risorse enormi e prendono decisioni che influenzano la vita di milioni di cittadini.
Un caso particolare è quello di Aria dove diverse figure apicali hanno visto aumenti di stipendio. Questo fenomeno solleva interrogativi sulla trasparenza e sull’equità delle retribuzioni nel settore pubblico.
I compensi dei dirigenti
I compensi dei manager delle partecipate sono stabiliti in base a criteri precisi, ma la loro determinazione non è sempre chiara. La legge del 2014 ha cercato di fissare un tetto massimo, ma le recenti sentenze della Corte Costituzionale hanno complicato il quadro normativo. Nonostante le modifiche legislative, i dirigenti delle partecipate lombarde continuano a percepire stipendi inferiori ai nuovi limiti stabiliti.
Un esempio significativo è quello dei primari degli ospedali milanesi, come il Policlinico l’Istituto dei Tumori e il Pini-Cto. Questi medici, con responsabilità enormi, gestiscono milioni di prestazioni all’anno e percepiscono stipendi che possono arrivare fino a 135mila euro annui.
L’Istituto Nazionale dei Tumori è un caso particolare, con dati aggiornati al 2026 che mostrano retribuzioni variabili tra i direttori di struttura complessa. Questi dati evidenziano le differenze significative nei compensi tra le diverse realtà sanitarie.
I manager che operano in questo settore hanno responsabilità immense e percepiscono compensi che riflettono, in parte, l’importanza strategica delle aziende che dirigono. La normativa in materia è in costante aggiornamento, e le recenti sentenze della Corte Costituzionale hanno introdotto nuove variabili nel calcolo degli stipendi. Nonostante ciò, i dirigenti delle partecipate lombarde continuano a operare in un contesto di grande responsabilità e visibilità.



