Il Rendiconto Sociale INPS 2026 presentato dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza offre uno spaccato dettagliato del sistema previdenziale italiano, evidenziando tendenze significative e cambiamenti strutturali. Tra i dati più rilevanti, emerge una riduzione del numero di pensionati e una crescente selettività nell’accesso alle prestazioni.
Questo documento non solo fotografa la situazione attuale, ma offre anche un confronto con gli anni precedenti, mettendo in luce l’impatto delle recenti riforme. Tra i temi trattati, spiccano il calo delle pensioni liquidate, l’aumento dell’età media di pensionamento e il divario di genere negli importi degli assegni.
Pensionati INPS sotto quota 15,5 milioni
Nel 2026, il numero di pensionati INPS è sceso a 15.435.694 rispetto ai 15.765.032 del 2026. Questo calo è attribuibile alle restrizioni introdotte nel sistema previdenziale italiano, che hanno reso meno accessibili i canali di uscita anticipata. La composizione dei pensionati vede una maggioranza femminile, con 8.009.302 donne contro 7.426.392 uomini.
Le pensioni previdenziali liquidate nell’anno sono state 834.658 in diminuzione rispetto alle 861.949 del 2026 e alle 878.369 del 2026. Questo dato riflette una tendenza alla riduzione delle nuove liquidazioni, legata alle modifiche normative e alla minore accessibilità delle uscite flessibili.
Uscite anticipate ridotte: Opzione Donna e Quota 103
Il Rendiconto Sociale INPS 2026 mostra un drastico ridimensionamento delle uscite flessibili. Le beneficiarie di Opzione Donna sono scese a 3.860 nel 2026, rispetto alle 26.427 del 2026. Anche le pensioni liquidate con le quote, come Quota 103 sono diminuite, passando dai 112.982 accessi del 2026 ai 5.643 del 2026.
L’età media di pensionamento è aumentata, raggiungendo 65,4 anni per le donne e 64,1 anni per gli uomini. Questo innalzamento è legato alla limitazione dei canali derogatori e alla maggiore selettività delle misure di flessibilità in uscita.
Divario di genere e importi delle pensioni
Il divario tra gli importi medi delle pensioni di vecchiaia per uomini e donne è significativo, con le donne che ricevono assegni inferiori del 45% rispetto agli uomini. Questo dato conferma la fragilità delle carriere femminili ai fini previdenziali, legata a retribuzioni più basse, periodi di discontinuità lavorativa e minore accumulo contributivo.
Il Rendiconto segnala anche uno scarto crescente tra pensioni vigenti e pensioni appena liquidate. Per le pensioni di anzianità degli uomini, la differenza è pari a 148 euro mensili in meno sulle nuove liquidazioni, indicando una progressiva riduzione del valore medio degli assegni in ingresso.
Assegno di Inclusione e Supporto per la Formazione e il Lavoro
Nel 2026, sono state accolte 723.778 domande di Assegno di Inclusione e 119.476 domande di Supporto per la Formazione e il Lavoro. Questi numeri sono inferiori rispetto alle 1.039.700 prestazioni di Reddito e Pensione di cittadinanza erogate nel 2026, evidenziando un accesso più selettivo e una platea più contenuta.
Le nuove regole su Assegno di Inclusione e SFL per il 2026 introducono controlli più stringenti legati alla condizione familiare, reddituale e lavorativa, influenzando l’accesso alle prestazioni.
Invalidità civile, DURC e personale INPS
Le prestazioni assistenziali vigenti nel 2026 includono 2.435.704 indennità di accompagnamento e 1.067.436 prestazioni di invalidità civile. I tempi medi per le visite di invalidità civile si attestano a 125 giorni mentre la gestione amministrativa è scesa a 15 giorni.
Sul versante imprese, il Rendiconto indica 8.311 ispezioni INPS nel 2026, rispetto alle 9.701 del 2026, con una quota di DURC irregolari al 14,3% in diminuzione rispetto al 16,2% dell’anno precedente. Le riscossioni da recupero crediti in fase amministrativa per aziende con dipendenti sono salite da 7 a 9 miliardi di euro.
Il personale INPS è sceso a 24.521 unità dopo le 25.344 dell’anno precedente e le 26.687 del 2026. La riduzione degli organici si affianca alla diminuzione delle giacenze del contenzioso amministrativo e giudiziario, in un quadro di servizi più rapidi su pensioni e ammortizzatori sociali e ancora lenti sul fronte sanitario dell’invalidità civile.



