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5 Settembre 2026

Pensioni 2027: anticipata a 64 anni, ricalcolo contributivo e modelli esteri

La riforma pensioni 2027 introduce importanti cambiamenti, tra cui la possibilità di pensionamento anticipato a 64 anni e il ricalcolo contributivo. Scopri tutte le novità.

Pensioni 2027: anticipata a 64 anni, ricalcolo contributivo e modelli esteri

Il panorama delle pensioni in Italia è in procinto di subire importanti trasformazioni con la riforma prevista per il 2027. Tra le novità più rilevanti, spicca la possibilità di accedere alla pensione anticipata a 64 anni, anche per chi è iscritto al sistema misto, con il ricalcolo contributivo dell’assegno. Ma non è tutto: le modifiche riguardano anche i requisiti per la pensione di vecchiaia, le pensioni precoci e quelle per lavori usuranti.

Questi cambiamenti non arrivano in un vuoto legislativo, ma si inseriscono in un contesto di riforme già avviate e di modelli esteri che stanno influenzando le politiche previdenziali italiane. Vediamo insieme quali sono le principali novità e come potrebbero impattare sul tuo futuro.

Pensione anticipata a 64 anni: cosa cambia

Una delle novità più significative riguarda la pensione anticipata a 64 anni. Secondo le ultime indicazioni, questa opzione sarà disponibile anche per chi è iscritto al sistema misto, ma con il ricalcolo contributivo dell’assegno. Questo significa che l’importo della pensione sarà calcolato esclusivamente in base ai contributi versati, senza tenere conto della retribuzione finale. Una scelta che potrebbe influenzare significativamente l’importo dell’assegno pensionistico.

Ma non tutti i lavoratori vedranno un calo delle pensioni anticipate. Secondo i dati INPS relativi al periodo 2023-2026, le pensioni anticipate sono in calo del 7,5%, con un picco del 31,4% nella pubblica amministrazione e del 14,5% tra le donne. Al contrario, le pensioni di vecchiaia stanno registrando un aumento. Questi dati riflettono una tendenza che potrebbe essere influenzata dalle nuove misure previste per il 2027.

Il modello tedesco e la capitalizzazione

La riforma pensioni italiana sembra ispirarsi, in parte, al modello tedesco. A partire dal 2028, la Germania introdurrà un sistema di capitalizzazione finanziato con il 2% della retribuzione. In Italia, il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) destinato ai fondi pensione ne vale già il 6,91%. Questo confronto evidenzia come i due paesi stiano esplorando strade diverse per garantire la sostenibilità del sistema previdenziale.

Il modello tedesco potrebbe offrire spunti interessanti per l’Italia, soprattutto in un contesto di invecchiamento della popolazione e di pressione sui conti pubblici. Tuttavia, le differenze tra i due sistemi rendono difficile un confronto diretto. In Italia, ad esempio, la flessibilità dei versamenti e le aliquote minime potenziate potrebbero offrire maggiori opportunità di personalizzazione del percorso previdenziale.

Novità per i commercialisti e i pensionati attivi

La riforma pensioni 2027 introduce anche novità per i commercialisti. Secondo la bozza della Cassa, l’aliquota minima sarà fissata al 15%, con la possibilità di versamenti flessibili. Inoltre, saranno previste premialità sui versamenti volontari e contributi dimezzati per i pensionati attivi. Queste misure mirano a incentivare la previdenza integrativa e a offrire maggiore flessibilità ai lavoratori.

Per i pensionati attivi, la riforma prevede contributi dimezzati, una misura che potrebbe incentivare la prosecuzione dell’attività lavorativa anche dopo il pensionamento. Questo potrebbe avere un impatto significativo sul mercato del lavoro, offrendo nuove opportunità a chi desidera continuare a lavorare pur beneficiando della pensione.

Dalla pensione anticipata a 64 anni al modello tedesco di capitalizzazione, passando per le novità per i commercialisti e i pensionati attivi, le novità sono molte e meritano attenzione. Resta aggiornato sulle ultime novità e valuta come queste misure potrebbero impattare sulla tua vita lavorativa e previdenziale.

Andrea Innocenti
Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.