Un importante passo avanti per i dipendenti delle Funzioni centrali. Il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro, firmato il 6 agosto 2026, introduce significativi aumenti stipendiali e novità normative che riguardano oltre 200.000 lavoratori del settore pubblico.
L’accordo, valido per il triennio 2026-2027, prevede incrementi retributivi che vanno da un minimo di 126,60 euro a un massimo di 221 euro lordi mensili, calcolati su tredici mensilità. Ma non solo: il contratto introduce anche nuove regole sull’uso dell’intelligenza artificiale potenzia lo smart working e rafforza i fondi per la valorizzazione del personale.
Gli aumenti stipendiali: chi ne beneficia e quanto
Gli aumenti stipendiali previsti dal nuovo contratto sono differenziati in base all’area professionale. Gli operatori vedranno un incremento di 126,60 euro lordi al mese, mentre gli assistenti riceveranno 133,20 euro. Per i funzionari l’aumento medio è di 161,80 euro, con un picco di 221 euro per le elevate professionalità.
Oltre agli aumenti mensili, il contratto prevede anche il pagamento di arretrati. Gli assistenti e gli operatori riceveranno circa 1.000 euro, mentre i funzionari potranno contare su un bonus di circa 1.300 euro.
Le novità normative: IA, smart working e formazione
Il nuovo contratto introduce importanti novità normative che riguardano l’organizzazione del lavoro. In particolare, viene regolamentato l’uso dell’intelligenza artificiale con l’obiettivo di garantire la centralità del lavoratore nei processi decisionali. Le organizzazioni sindacali e i lavoratori devono essere informati sull’adozione di algoritmi e strumenti di IA, e viene sancito il divieto di decisioni totalmente automatizzate che incidano sul rapporto di lavoro.
Il contratto prevede anche il potenziamento del lavoro agile con maggiori tutele per i lavoratori fragili e un incremento delle giornate fruibili. Inoltre, vengono promossi la crescita verticale, la mobilità interna e la riqualificazione del personale attraverso un modello integrato di certificazione delle competenze.
La formazione e la valorizzazione del personale
Per garantire un uso consapevole e responsabile degli strumenti digitali, il contratto prevede l’istituzione di adeguati corsi di formazione. Inoltre, vengono rafforzati i fondi destinati alla valorizzazione del personale, con un incremento delle risorse dei Fondi per il trattamento accessorio.
Il nuovo contratto rappresenta un significativo passo in avanti sotto il profilo economico, normativo e professionale. Come ha sottolineato il segretario generale della Cisl, Daniela Fumarola, il nuovo ccnl porta novità non solo economiche, ma anche il rafforzamento degli istituti della partecipazione e maggiore attenzione allo sviluppo professionale.



