Negli ultimi mesi l’Inps ha chiarito il funzionamento del nuovo sistema di valutazione dell’invalidità civile e delle tutele connesse alla legge 104/1992. In alcune province in fase di sperimentazione è entrato in vigore un Doppio binario rivolto ai cittadini di età pari o superiore a 70 anni: a seconda della gravità clinica e della residenza, l’iter amministrativo per ottenere il riconoscimento può seguire la procedura tradizionale oppure il nuovo percorso previsto dal Dlgs 62/2026.
Questo articolo ricostruisce, in modo chiaro e operativo, quando si applicano le deroghe per la terza età, quali sono i requisiti clinici richiesti e cosa cambia per chi risiede nelle province non coinvolte dalla sperimentazione. L’obiettivo è fornire strumenti pratici per orientarsi tra certificati, valutazioni mediche e scadenze normative.
Il quadro normativo e la sperimentazione territoriale
Il modello di valutazione degli stati invalidanti è stato ridefinito dal Dlgs 62/2026, che introduce un nuovo iter per l’accertamento dell’invalidità civile e delle condizioni tutelate. Tuttavia, l’applicazione del decreto è graduale: l’entrata a regime nazionale è fissata per il 1° gennaio 2028, mentre nel periodo intermedio alcune province partecipano a una fase di sperimentazione. Tale approccio ha generato una situazione capillare in cui procedure diverse convivono sul territorio.
Cosa significa sperimentazione a macchia di leopardo
Nelle aree in cui la sperimentazione è attiva si testano le nuove modalità digitali e operative. Al contrario, nelle province non coinvolte persiste l’iter tradizionale: il cittadino deve ottenere dal medico curante il certificato introduttivo e poi trasmettere telematicamente la domanda all’Inps. Senza questa sequenza documentale la pratica non viene processata dalle commissioni competenti.
Il doppio binario per gli over 70: quando scatta la deroga
A partire dal 1° giugno nelle province in sperimentazione l’Inps ha previsto una deroga specifica per i richiedenti che abbiano compiuto 70 anni. La semplice età anagrafica, tuttavia, non è sufficiente: per poter utilizzare il vecchio percorso il richiedente deve soddisfare una serie di condizioni cliniche piuttosto stringenti, descritte nel messaggio istituzionale 1750/2026.
I requisiti clinici fondamentali
Per godere della deroga il cittadino deve presentare contemporaneamente diversi elementi: essere affetto da almeno una patologia cronica; avere una condizione caratterizzata da progressiva riduzione delle funzioni fisiologiche; possedere patologie suscettibili di peggiorare con l’invecchiamento; trovarsi in una situazione con rischio concreto e imminente di perdita dell’autonomia nelle attività quotidiane fondamentali; e infine essere valutato anche in relazione alle condizioni sociali, ambientali e familiari di vita.
Perché questi criteri sono stringenti
L’intento è circoscrivere la deroga esclusivamente a chi ha bisogno di un’intervento immediato e complesso: il sistema evita così un uso generalizzato del vecchio iter che potrebbe ostacolare la valutazione uniforme prevista dal nuovo modello. I medici certificatori sono chiamati a verificare attentamente il fascicolo sanitario per decidere l’instradamento corretto della domanda.
Cosa cambia per chi non rientra nella deroga
Se mancano i presupposti di gravità e cronicità descritti, anche il cittadino oltre i 70 anni residente in una provincia sperimentale dovrà seguire il nuovo iter previsto dal Dlgs 62/2026. Questo comporta procedure digitali e criteri di valutazione differenti, che possono richiedere tempi diversi e documentazione aggiornata rispetto al passato.
Implicazioni pratiche per assistiti e professionisti
Per evitare ritardi nella concessione di prestazioni e benefici è fondamentale che il richiedente e il medico curante coordinino correttamente i documenti iniziali e la trasmissione telematica. Una valutazione preliminare accurata del quadro clinico consente di scegliere il binario procedurale più appropriato e di ridurre il rischio di ricorsi o di lungaggini burocratiche.
Consigli operativi e prossime tappe
Fino al completamento della riforma nazionale, previsto per il 1° gennaio 2028, è opportuno verificare la normativa e le direttive attive nella provincia di residenza prima di avviare la pratica. Conservare documentazione medica aggiornata, utilizzare il supporto dei professionisti (medico di famiglia, patronati, avvocati specializzati) e monitorare le comunicazioni ufficiali dell’Inps può fare la differenza tra un iter rapido e un procedimento complesso.
In sintesi, il doppio binario è una misura temporanea pensata per non abbandonare gli assistiti più fragili durante la transizione normativa: la conoscenza dei requisiti clinici e la corretta gestione della pratica restano elementi chiave per accedere alle tutele previste.
