La chiusura della Nuova Estense a Modena, prevista dal 27 giugno alla fine di luglio, rappresenta una sfida significativa per la viabilità e i pendolari. La Cisl Fp Emilia Centraleguidata dalla segretaria Sabrina Torricelli e dal dirigente Mirko Manzini, ha inviato una lettera al Comune di Modena, alla Provincia e all’Unione Terre di Castelli per chiedere un incontro urgente e proporre soluzioni concrete.
L’obiettivo è evitare una paralisi del traffico e garantire servizi pubblici essenziali durante i lavori. La Cisl Fp suggerisce di adottare un modello di gestione condivisa, simile a quello utilizzato per la chiusura del Ponte della Veggia lo scorso anno, che ha dimostrato l’efficacia della collaborazione tra amministrazioni e sindacati.
Il modello Ponte della Veggia come esempio
L’esperienza del Ponte della Veggia ha dimostrato che una gestione congiunta può ridurre i disagi per i lavoratori e la comunità. La Cisl Fp propone di istituire un tavolo di confronto permanente che resti attivo per tutta la durata dei lavori, diventando un punto di riferimento per il monitoraggio e la risoluzione delle criticità.
“Non partiamo da zero”, sottolineano Torricelli e Manzini. “L’esperienza del Ponte della Veggia ha dimostrato che quando le amministrazioni e i sindacati lavorano insieme, si possono ridurre i disagi e proteggere i lavoratori. Questo modello può essere applicato anche alla Nuova Estense.”
Le proposte per i lavoratori
La Cisl Fp ha presentato un pacchetto di misure per snellire gli spostamenti e ridurre l’impatto dei lavori sulla viabilità. Tra le proposte:
- Fino a tre giornate di smart working settimanale per i profili compatibili
- Ampliamento del lavoro agile anche a figure che attualmente ne usufruiscono in modo limitato
- Ingresso anticipato alle 7 per scaglionare gli spostamenti
- Tolleranza straordinaria di 15 minuti in entrata e uscita per il personale turnista e non flessibile, come la Polizia Locale
- Attenzione prioritaria per caregiver e persone fragili
Queste misure mirano a ridurre il numero di automobili in circolazione, abbattendo lo stress e la pressione sui servizi, in linea con le politiche di mobilità sostenibile promosse dagli enti locali.
La complessità della viabilità nel Distretto Ceramico
La situazione è resa ancora più complessa dalla concomitanza con altri cantieri nella zona di Sassuolo. “Il cronoprogramma dei lavori sulle reti idriche a Sassuolo conferma che proprio nelle settimane della chiusura della Nuova Estense saranno attivi interventi su assi importanti come via Montanara, via Radici in Piano e Pedemontana”, osservano Torricelli e Manzini.
I percorsi alternativi indicati per la Nuova Estense spostano una parte significativa del traffico verso Sassuolo e la tangenziale Modena-Sassuolo, ma in quell’area sono già previste modifiche alla viabilità, deviazioni, corsie chiuse e cantieri mobili. “Per molti lavoratori che scendono dalla montagna e devono raggiungere Modena il rischio concreto è un doppio collo di bottiglia”, denunciano i sindacalisti.
La Cisl Fp conclude con un appello a una visione strategica e d’insieme: “Questo conferma che non basta ragionare sul singolo cantiere: serve un monitoraggio di area vasta, capace di tenere insieme Modena, Terre di Castelli, Distretto Ceramico e Appennino”.

