L’Italia compie un passo significativo verso il futuro energetico con l’approvazione della legge delega sul nucleare sostenibile. Il disegno di legge, approvato dalla Camera con 155 sì, 86 no e 8 astenuti, apre la strada a nuove tecnologie nucleari, come i mini-reattori e i generatori avanzatiche potrebbero rivoluzionare il panorama energetico del Paese.
Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratinha commentato il via libera come “un passo importante per il futuro energetico del Paese”. La legge, ora all’esame del Senato, mira a intervenire nella produzione di energia da fonte nucleare sostenibile, garantendo energia a prezzi accessibili e riducendo la dipendenza dagli approvvigionamenti esteri.
Gli obiettivi del governo e i tempi della rivoluzione energetica
Tra gli obiettivi principali del governo c’è quello di garantire agli italiani energia a prezzi accessibili, un obiettivo che, secondo il testo della legge, “si rivela perseguibile in maniera più complessa attraverso le sole tecnologie energetiche attualmente utilizzate”. Il nucleare, con la sua produzione stabile e programmabilepotrebbe integrare le fonti rinnovabili non programmabili, rafforzando la sicurezza energetica del Paese.
Secondo le proiezioni attuali, il governo punta a produrre 8 Gigawatt entro il 2050pari a circa l’11% del fabbisogno nazionale. Il disegno di legge prevede che il governo adotti, entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi che stabiliranno le regole effettive.
Le novità tecnologiche: Smr e Amr
La legge parte dal presupposto di archiviare gli impianti nucleari del passato, puntando invece sulle nuove tecnologie, come gli Smr (Small Modular Reactor) e gli Amr (Advanced Modular Reactor). Questi impianti offrono livelli maggiori di sicurezza intrinsecatempi di costruzione ridotti e maggiore flessibilità nella produzione energetica.
Gli Smr sono reattori di potenza ridotta rispetto alle centrali tradizionali, con una potenza elettrica erogata non superiore ai 300 megawatt. Possono essere prodotti in fabbrica sotto forma di moduli standardizzati e poi assemblati nei siti prescelti, con costi più contenuti e maggiore agilità rispetto alle centrali di vecchia generazione.
Gli Amrinvece, sono tecnologie più innovative, anche dette di quarta generazione. Possono utilizzare refrigeranti diversi dall’acqua, come sali fusi, sodio o piombo, e puntano a un uso più efficiente del combustibile e a una riduzione dei rifiuti ad alta attività. Tuttavia, queste tecnologie sono ancora in fase di sviluppo o autorizzazione.
Il nucleare tascabile e le sue applicazioni
Il ministro Pichetto ha ribadito che è in corso un dialogo con Fincantieri sulla possibilità di installare piccoli reattori sulle navi mercantili. Questi reattori, con una potenza di 10-15 Megawatt, potrebbero alimentare grandi navi, aprendo nuove prospettive per il settore navale e marittimo.
La realizzazione degli Amrsecondo gli esperti, dovrà attendere almeno la seconda metà del decennio 2030. Questi reattori, raffreddati principalmente a metallo liquido, potranno utilizzare grandi quantità di combustibile riprocessato, riutilizzando il rifiuto prodotto dai reattori attuali in una sorta di staffetta ad alto contenuto tecnologico.
Le voci favorevoli e le prospettive future
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajaniha dichiarato che il nucleare di ultima generazione permetterà di fare un salto di qualità e garantire la libertà da condizionamenti esterni. “Sarà un mix di nucleare e fonti rinnovabili”, ha affermato Tajani.
Il governo presenta il nucleare come uno strumento per garantire maggiore sicurezza energetica, più indipendenza e bollette meno esposte alle oscillazioni internazionali. La crescita della domanda di energia, spinta anche dall’intelligenza artificiale e dall’elettrificazione dei consumi, richiede soluzioni innovative e sostenibili.
Con l’approvazione della legge delega, l’Italia si prepara ad adottare le nuove tecnologie nucleari quando saranno mature e disponibili, indicativamente all’inizio del prossimo decennio. I primi reattori operativi potrebbero arrivare “nel 2034-2035”, come ha dichiarato il ministro Pichetto.
