Intesa Sanpaolo ha annunciato un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria sulle azioni di Banca Monte dei Paschi di Siena. Questa mossa strategica mira a creare un gruppo bancario di dimensioni rilevanti, capace di competere a livello europeo. L’operazione, che ha un valore di circa 30,6 miliardi di euro, rappresenta un passo significativo nel panorama finanziario italiano.
L’offerta di Intesa Sanpaolo è subordinata al rilascio delle autorizzazioni preventive e mira a valorizzare le potenzialità dei due gruppi. Il ministro dell’Economia e delle Finanze ha preso atto delle iniziative su Mps, riconoscendo la valorizzazione della banca che è stata risollevata da una posizione pre fallimentare.
Prospettive economiche e sinergie
Dall’operazione dovrebbe nascere un gruppo capace di realizzare utili consolidati superiori a 16 miliardi nel 2029. Intesa Sanpaolo prevede sinergie di ricavo e costo derivanti dall’aggregazione, stimate a regime in circa 2,9 miliardi ante imposte per anno, a partire dal 2029. Ai soci di Intesa Sanpaolo andranno circa 61 miliardi per il periodo 2026-2029, con una distribuzione cash straordinaria per il 2026-2027 di 2,7 miliardi di euro.
Il coefficiente Cet 1 nel 2029 sarà superiore al 14%, rispetto al 13,2% atteso nel piano di impresa 2026-2029 di Intesa Sanpaolo. Sul fronte industriale, nascerà il secondo gruppo bancario quotato nell’Eurozona per capitalizzazione di borsa, con una presenza significativa nel wealth management in Europa e in Italia.
Impatti sul personale e strategie industriali
Le sinergie di costo previste da Intesa Sanpaolo derivano per circa 600 milioni dalle spese per il personale, con uscite volontarie di circa 6.800 persone e assunzioni aggiuntive di circa 6.800 giovani. Circa 900 milioni di sinergie deriveranno dalle altre spese amministrative e dagli ammortamenti.
Il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha descritto l’operazione come un’opportunità unica per rafforzare la posizione del gruppo come leader europeo. Messina ha sottolineato che tutte le iniziative industriali del piano di impresa restano in azione e che il marchio Mediobanca sarà mantenuto e valorizzato.
Reazioni e prospettive future
Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha espresso un giudizio positivo sull’operazione, sottolineando l’importanza di avere intermediari solidi e radicati nel Paese. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha affermato che il mondo bancario italiano è particolarmente vivace e che il mercato deve essere lasciato libero di operare.
Intesa Sanpaolo ha anche approvato l’acquisto del 3,01% di Generali, un’operazione definita meramente finanziaria e di natura temporanea. Messina ha chiarito che non ci sono intenzioni di intervenire nella gestione di Generali, considerata una partecipazione azionaria.
L’operazione rappresenta un’opportunità strategica chiave nel panorama bancario italiano ed europeo, grazie al raggiungimento di elevate sinergie che coniugano scala, complementarità e basso rischio.



