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21 Luglio 2026

Manifestazione storica a Roma: forze armate e polizia chiedono maggiori tutele

Per la prima volta, militari e forze dell'ordine hanno manifestato insieme a Roma per chiedere miglioramenti salariali e previdenziali. Scopri i dettagli.

Manifestazione storica a Roma: forze armate e polizia chiedono maggiori tutele

Il 18 luglio 2026, Roma ha assistito a una scena senza precedenti: migliaia di uomini e donne in uniforme, appartenenti a Marina, Esercito, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza, hanno riempito le strade della Capitale per una manifestazione storica. La protesta, organizzata da cinque sigle sindacali, ha visto la partecipazione di circa seimila lavoratori del comparto sicurezza e difesa, uniti per chiedere maggiori tutele, salari più equi e pensioni dignitose.

La manifestazione è arrivata pochi giorni dopo la firma degli accordi sindacali per il triennio 2026-2027, ma i sindacati che non hanno partecipato al tavolo denunciano un accordo insoddisfacente. “È una truffa”, hanno dichiarato, mentre per le strade riecheggiavano slogan come “dignità”, “rispetto” e il nome di Giorgia Meloni.

Le richieste dei sindacati

Al centro delle polemiche ci sono diverse battaglie. La prima riguarda gli stipendi bassi erosi dall’inflazione. La seconda riguarda le pensioni un tempo tutelate da una cassa privilegiata che riconosceva turni notturni e rischi quotidiani, oggi penalizzate per chi va in pensione prima dei 60 anni.

Un’altra questione chiave è l’aumento dei doveri a fronte di minori tutele: continui trasferimenti senza tutele logistiche, missioni ad alto rischio e la pressione di essere soggetti a due codici penali. Inoltre, i lavoratori denunciano l’impossibilità di scioperare, l’insufficiente tutela dell’unione familiare e della genitorialità, e le carenze alloggiative. “I giovani non vogliono più fare questo lavoro”, hanno dichiarato.

L’assenza della politica

A fare rumore, oltre ai fischietti e all’Inno di Mameli, è stato anche il silenzio della politica assente all’evento. “Fatti, non parole”, ha rivendicato la piazza. “Dov’è Giorgia?” urlavano in molti ironicamente. A non mancare all’appuntamento, invece, è stato l’onorevole Marco Rizzo, storico leader del Partito Comunista, anche se la polemica di un manifestante non ha risparmiato nemmeno lui: “Non basta venire in piazza, onorevole”.

“Non è pensabile che chi deve difendere il Paese abbia come aumento un caffè al giorno”, ha denunciato Rizzo, riferendosi al recente accordo sindacale siglato per il triennio 2026-2027, “soprattutto a fronte di 13 miliardi di euro spesi per l’Ucraina”.

Le voci dei sindacati

Nel corso della manifestazione, Stefania Castricone, segretaria generale del SINAFI, ha denunciato: “Veniamo chiamati anche all’estremo sacrificio, ma spesso non viene riconosciuto l’impegno nostro e delle nostre famiglie”. Massimo Fusco, segretario generale aggiunto di USAMI Aeronautica, ha dichiarato che “i contratti firmati negli ultimi due anni non garantiscono un adeguamento all’inflazione”, mentre denuncia come “oggi molti militari facciano fatica ad arrivare alla terza settimana del mese”.

Duro anche l’intervento di Luca Spagnolo, segretario generale del MOSAC, che ha parlato di una “truffa di Stato” e di un “contratto che ha calpestato la dignità di migliaia di lavoratori con le stellette”. Infine, Michele Capece, segretario generale vicario di NSC, ha ribadito: “Più viene valorizzato il personale del comparto sicurezza e difesa, maggiore è la sicurezza per il popolo italiano”.

Il nuovo accordo sindacale

A nulla sarebbe valsa la firma del 15 luglio scorso a Palazzo Vidoni degli accordi sindacali relativi al personale del Comparto Sicurezza e Difesa per il triennio 2026-2027. Un incontro che aveva visto il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, e diversi sottosegretari riunirsi a un tavolo insieme ad alcune organizzazioni sindacali del settore. Le nuove misure, giudicate ancora insufficienti, prevedono aumenti salariali di 100 euro netti mensili per il personale con qualifica iniziale, a crescere per anzianità, e la corresponsione degli arretrati per gli anni 2026 e 2026 di 2.448 euro lordi, con un investimento da 321 milioni e 650mila euro.

La manifestazione è arrivata pochi giorni dopo il rinnovo contrattuale per 430mila agenti che prevede 188 euro lordi in più in busta paga e un’una tantum da 2.448 euro per gli arretrati. Gli accordi sottoscritti dal ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, da diversi sottosegretari, da alcune organizzazioni sindacali e associazioni professionali, prevedono anche l’apertura di un tavolo per individuare soluzioni ai problemi previdenziali della categoria.

Sinafi, Nsc, Usami Aeronautica, Itamil e Silmm hanno deciso di non firmare l’accordo e hanno indetto la mobilitazione di sabato. Le richieste dei sindacati, formalizzate in una nota diffusa prima della manifestazione, si focalizzano su quattro punti principali: una soluzione reale per la previdenza complementare e lo stop all’innalzamento dell’età pensionabile fino ai 65 anni di età, uno scudo legale a tutela dei servitori dello Stato dalla necessità di “dover pagare di tasca propria o subire anni di calvari giudiziari per aver fatto il proprio dovere”, un adeguamento economico in risposta all’innalzamento del costo della vita e, infine, un maggiore impegno per nuove assunzioni, formazione e un “modello professionale più moderno”.

Sofia Ricci
Autore

Sofia Ricci

Sofia Ricci, giornalista specializzata in formazione e sviluppo di carriera, guida studenti e professionisti tra percorsi di studio, competenze richieste dal mercato e strategie di crescita professionale.