Il 29 giugno 2026 due minori, un ragazzo di 12 anni e una bambina di 3, sono stati trovati intossicati all’interno di un appartamento in via Volta nel comune di Camporosso (Imperia). Secondo la ricostruzione, la dispersione proveniva da una bombola collegata al piccolo cucinino dell’abitazione e i bambini si trovavano soli perché la madre era uscita per recarsi al lavoro.
All’arrivo dei soccorritori il quadro mostrava due condizioni distinte: il fratello maggiore era sveglio, mentre la sorellina di tre anni era in un sonno profondo compatibile con gli effetti dell’inalazione di gas. Dopo le prime cure sul posto, entrambi sono stati trasferiti all’ospedale di Imperia per ulteriori accertamenti e monitoraggio.
Intervento dei vigili del fuoco e della polizia locale
I primi a entrare in azione sono stati i vigili del fuoco del distaccamento di Ventimiglia che hanno identificato la perdita e provveduto a mettere in sicurezza l’appartamento. La presenza di una bombola del cucinino è risultata centrale nelle indagini preliminari, e gli operatori hanno isolato la fonte per evitare ulteriori rischi di esplosione o di inalazione per chi era nell’abitazione.
Ruolo delle forze dell’ordine e degli assistenti sociali
Oltre ai vigili del fuoco, sul posto si sono recati i carabinieri la polizia locale e gli assistenti sociali. Le forze dell’ordine hanno avviato gli accertamenti per chiarire la dinamica della perdita e verificare le condizioni abitative, mentre il coinvolgimento degli assistenti sociali è finalizzato a valutare la tutela dei minori e le condizioni della famiglia. Il sindaco di Camporosso, Davide Gibelli ha seguito la situazione coordinando l’arrivo dei servizi comunali.
Condizioni dei bambini e trasferimento in ospedale
Al momento dell’intervento il bambino di 12 anni era cosciente e ha ricevuto le prime cure sul posto; la bambina di 3 anni è stata trasportata in ospedale per accertamenti nonostante il fatto che, a quanto riferito, la sua condizione sia risultata stabile. I sanitari hanno effettuato i necessari controlli per escludere complicazioni legate all’inalazione, mantenendo una sorveglianza medica per le ore successive.
Il sindaco ha confermato che i piccoli “stanno bene”, pur precisando che la più piccola è stata portata al pronto soccorso per ulteriori controlli. L’intervento sanitario ha incluso l’ossigenoterapia e il monitoraggio dei parametri respiratori, misure standard in caso di esposizione a gas domestici.
Verifiche tecniche e iter amministrativo
Le indagini proseguono per accertare le cause esatte della dispersione: tra le ipotesi tecniche al vaglio ci sono un difetto dell’attacco della bombola, un problema di manutenzione del cucinino o un errato posizionamento del serbatoio. Gli accertamenti prevedono il controllo dello stato dell’apparecchio e la raccolta di elementi utili per ricostruire la sequenza di eventi che ha portato all’intossicazione.
Parallelamente, gli uffici comunali e gli assistenti sociali stanno valutando il quadro familiare per determinare eventuali provvedimenti di tutela. L’obiettivo delle autorità è sia garantire la sicurezza immediata dei minori sia prevenire il ripetersi di episodi simili, attraverso verifiche tecniche e, se necessario, interventi di supporto alla famiglia.
La vicenda ha richiamato l’attenzione sulle pratiche di sicurezza legate all’uso delle bombole a gas in contesti domestici, ricordando l’importanza di controlli periodici, installazioni a norma e la segnalazione tempestiva di odori sospetti. Nel caso specifico, la tempestività dell’intervento dei vigili del fuoco e del personale sanitario ha permesso di limitare le conseguenze per i due minori coinvolti.



