La dichiarazione di immediata disponibilitàconosciuta con l’acronimo DIDè il documento che attesta la volontà del cittadino di cercare lavoro e di partecipare alle misure di politica attiva. Rilasciando la DID si apre la strada all’accesso ai servizi di reinserimento nel mercato del lavoro e alla sottoscrizione del Patto di Servizio Personalizzato presso il Centro per l’impiego o un ente accreditato.
Questa guida riordina le informazioni essenziali: chi può presentare la domanda, come procedere con le modalità telematiche o con il supporto del CPIquali documenti portare e quali strumenti amministrativi risultano equivalenti al rilascio della DID.
Chi può richiedere la DID: categorie ammesse e limiti di reddito
Possono ottenere la DID i cittadini che si trovano nello stato di disoccupazione o in situazioni assimilate. Questo include le persone prive di impiego, ovvero coloro che non svolgono attività di tipo subordinato, parasubordinato o autonomo. Sono altresì ammessi i lavoratori che mantengono un rapporto di lavoro ma il cui reddito è considerato “sotto soglia”: per il lavoro dipendente e parasubordinato la soglia è di 8.500 euromentre per il lavoro autonomo è di 5.500 euro.
La DID è inoltre prevista per i lavoratori dipendenti che hanno ricevuto comunicazione di licenziamento ma il rapporto di lavoro non è ancora cessato: in questi casi si parla di rischio di disoccupazione. Il riconoscimento formale della condizione consente di essere inseriti nei percorsi di politica attiva e di ricevere convocazioni o proposte coerenti con il profilo professionale.
Modalità di rilascio e passaggi amministrativi per la convalida
Il rilascio della DID avviene esclusivamente in forma telematica. È possibile compiere la procedura in autonomia utilizzando un’identità digitale, come SPID o CIEaccedendo al portale dell’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro. In alternativa, chi preferisce o necessita di assistenza può prenotare un appuntamento presso il Centro per l’impiego competente e farsi supportare da un operatore.
Per convalidare la DID inserita online è obbligatoria la sottoscrizione del Patto di Servizio Personalizzato (PSP) presso i servizi competenti: la firma del PSP consente di tradurre la dichiarazione in un percorso operativo, con obblighi e servizi attivabili dall’utente insieme al Centro per l’impiego o all’ente accreditato.
Equivalenze amministrative riconosciute
Alcune domande amministrative producono effetti equivalenti al rilascio della DID. In particolare, la presentazione della domanda di NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), della DIS-COLL (indennità per collaboratori coordinati) e dell’ISCRO (indennità straordinaria per titolari di partita IVA) è riconosciuta come valida alternativa. Chi presenta tali istanze deve comunque rispettare le scadenze e i termini previsti per confermare lo stato di disoccupazione presso il CPI.
Documenti necessari, casi particolari e scadenze temporali
Per chi si presenta al Centro per l’impiego con supporto operativo, è indispensabile portare i documenti originali in corso di validità: documento d’identità e codice fiscale. Le specifiche variano a seconda della cittadinanza. Per i cittadini italiani sono sufficienti carta d’identità, patente o passaporto insieme al codice fiscale. I cittadini comunitari devono esibire la carta d’identità valida per l’espatrio o il passaporto e il codice fiscale italiano. Per i cittadini extracomunitari è necessario il codice fiscale, un documento d’identità e un permesso di soggiorno valido che consenta l’attività lavorativa.
In situazioni particolari, come il permesso di soggiorno scaduto, è possibile presentare la ricevuta di richiesta di rinnovo insieme alla copia del permesso scaduto e alla ricevuta postale di spedizione o alla convocazione per i rilievi fotodattiloscopici. Chi è in attesa del primo permesso di soggiorno porterà la ricevuta della richiesta insieme al passaporto con il visto di tipo D, se presente.
Se il richiedente ha inoltrato domanda di NASpIDIS-COLL o ISCROè necessario allegare una copia della ricevuta della domanda presentata all’INPS per attestare la richiesta dell’indennità e velocizzare le procedure di integrazione con i servizi del lavoro.
Dal punto di vista temporale, chi ha chiesto o percepisce un’indennità di disoccupazione deve mettersi in contatto con il CPI entro 15 giorni dalla presentazione della domanda per confermare lo stato di disoccupazione e firmare il PSP. In mancanza di contatto, il Centro per l’impiego provvederà a convocare l’utente.
Il servizio di rilascio della DID è gratuito e non prevede costi per l’utente. Non esistono limiti territoriali: la procedura è valida su tutto il territorio nazionale e può essere eseguita online tramite identità digitale.



