Cosa cambia con la legge n. 182/2026 per chi percepisce integrazione salariale

Dal 18 dicembre 2026 i percettori di integrazione salariale devono informare anche il datore che ha richiesto l'intervento dell'avvio di attività già comunicate all'INPS

La Legge n. 182/2026, entrata in vigore il 18 dicembre 2026, ha modificato le regole relative alla fruizione delle prestazioni retributive di sostegno introducendo un nuovo obbligo informativo. In particolare, con l’art. 22 è stato inserito il comma 2-bis all’art. 8 del D.Lgs. n. 148/2015, che incide sul rapporto tra beneficiario e soggetto che ha richiesto l’intervento di integrazione. Questa novità non elimina gli obblighi già esistenti ma li amplia: oltre alla comunicazione prevista verso INPS, il lavoratore deve ora informare direttamente il datore di lavoro richiedente.

Per comprendere le implicazioni pratiche conviene chiarire alcune definizioni: per integrazione salariale si intende il trattamento volto a compensare la riduzione di retribuzione dovuta a sospensioni o riduzioni dell’attività; per lavoro subordinato e lavoro autonomo si intendono rispettivamente le prestazioni rese nell’ambito di un rapporto di dipendenza e quelle rese con autonomia organizzativa. Il nuovo comma 2-bis stabilisce che il lavoratore che usufruisce del trattamento informi immediatamente il datore che ha richiesto l’intervento di aver intrapreso un’attività lavorativa comunicata all’INPS ai sensi del comma 2.

Che cosa richiede concretamente la nuova disposizione

Il fulcro della modifica è semplice ma rilevante: il beneficiario dell’integrazione salariale non solo continua a dover avvisare l’INPS quando svolge un lavoro, ma deve anche comunicare lo stesso fatto al datore di lavoro che ha presentato la domanda per il trattamento. L’informazione deve essere fornita immediatamente, secondo la formulazione normativa, e riguarda ogni attività per la quale sia stata fatta la comunicazione all’INPS prevista dal comma 2. Questo obbligo è una estensione diretta delle regole già esistenti e ha effetto sulle procedure amministrative interne all’azienda, oltre che sui rapporti con l’ente previdenziale.

Modalità e tempistiche

La legge non dettaglia formalmente la forma da usare per la comunicazione al datore (PEC, email, lettera o altro), ma sottolinea la tempestività: la segnalazione deve arrivare non appena il lavoratore intraprende l’attività che ha già comunicato all’INPS. Nella prassi, è prudente adottare canali tracciabili (ad esempio PEC o email con ricevuta) per documentare l’adempimento dell’obbligo. Il lavoratore dovrebbe indicare nella comunicazione elementi essenziali quali la natura dell’attività, il tipo di rapporto instaurato e il periodo previsto, così da consentire al datore di lavoro una valutazione immediata delle conseguenze contributive e amministrative.

Perché il datore di lavoro deve essere informato

La nuova norma risponde a esigenze di trasparenza gestionale e di chiarezza contabile: quando l’azienda che richiede l’integrazione salariale conosce che il dipendente ha avviato un’attività lavorativa, può aggiornare i propri conteggi e i rapporti con l’INPS. In pratica, l’informazione anticipa elementi utili per il conguaglio dei versamenti contributivi, poiché il datore spesso versa per conto dell’ente le quote relative all’integrazione. Ricevere tempestivamente la comunicazione evita errori nei calcoli e facilita la regolarizzazione di eventuali importi dovuti.

Impatto sui flussi contributivi

Dal punto di vista contributivo, la segnalazione è importante perché consente al datore di lavoro di valutare e rettificare, se necessario, le dichiarazioni previdenziali e i conguagli periodici. Avere informazioni aggiornate dall’interessato riduce il rischio di scoperti contributivi o di addebiti a posteriori e semplifica i rapporti con l’INPS. Inoltre, la trasparenza comunicativa può evitare contenziosi di interpretazione su incompatibilità o cumulabilità tra l’integrazione salariale percepita e le attività lavorative svolte nel medesimo periodo.

Pratiche consigliate per lavoratori e datori

Per i lavoratori che percepiscono l’integrazione salariale la raccomandazione è di rispettare sempre sia la comunicazione all’INPS prevista dal comma 2 sia l’invio tempestivo di un’informativa scritta al datore di lavoro richiedente. Utilizzare canali tracciabili, indicare dati chiari sull’attività svolta e conservare copia delle comunicazioni consente di dimostrare l’adempimento dell’obbligo. Per i datori, invece, è utile predisporre procedure interne che recepiscano segnalazioni, aggiornino i sistemi di calcolo contributivo e chiariscano le modalità operative di ricezione delle comunicazioni.

Scritto da Andrea Innocenti

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