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9 Settembre 2026

Competenze avanzate dei farmacisti: la Fip indica la strada per il riconoscimento professionale

La Federazione internazionale farmaceutica presenta un White Paper con otto principi guida per il riconoscimento delle competenze dei farmacisti, collegandolo a progressione di carriera e remunerazione

Competenze avanzate dei farmacisti: la Fip indica la strada per il riconoscimento professionale

In un contesto di continua evoluzione della professione farmaceutica, la Federazione internazionale farmaceutica (Fip) ha presentato un nuovo White Paper che propone principi comuni per valutare e riconoscere le competenze avanzate e specialistiche dei farmacisti. Questo riconoscimento dovrebbe avere un impatto concreto sui ruoli professionali, sulle responsabilità, sull’autonomia decisionale, sulla progressione di carriera e sulla remunerazione.

Il documento, intitolato “Credentialing and professional recognition in pharmacy”, nasce dalla necessità di adattare i sistemi di riconoscimento alle diverse realtà nazionali, senza imporre un modello unico. La Fip sottolinea l’importanza di un approccio flessibile che possa essere adattato ai vari contesti sanitari, mantenendo qualità, credibilità e trasparenza.

L’evoluzione della professione farmaceutica

La professione del farmacista ha subito una trasformazione significativa, con un ampliamento dei ruoli e delle responsabilità nei sistemi sanitari nazionali. Questo cambiamento interessa tutti gli ambiti della professione, dalla farmacia di comunità ai setting clinici, dall’educazione alla ricerca, dalle politiche sanitarie alla produzione farmaceutica.

In questo scenario, il credentialing diventa uno strumento fondamentale per rendere verificabili le competenze raggiunte dai professionisti. La Fip definisce il credentialing come il “processo formale utilizzato per valutare e/o verificare qualifiche, esperienza, posizione professionale e altri attributi professionali rilevanti” per esprimere una valutazione sulla competenza, sulle prestazioni e sull’idoneità professionale.

Pratica avanzata vs specializzazione

Il White Paper distingue chiaramente tra pratica avanzata e specializzazione. Il professionista avanzato dimostra conoscenze, competenze e comportamenti che vanno oltre il livello iniziale, con livelli crescenti di autonomia, leadership e impatto professionale. La specializzazione, invece, riguarda lo sviluppo di conoscenze e competenze approfondite in uno specifico ambito della pratica professionale, acquisite attraverso formazione post-laurea, esperienza e valutazione delle competenze.

Principi guida per il riconoscimento delle competenze

Per costruire sistemi credibili e sostenibili, la Fip individua otto principi guida. Questi principi includono la definizione chiara degli obiettivi e dei risultati attesi, processi di sviluppo trasparenti e condivisi con i soggetti interessati, una governance solida, risorse finanziarie e umane sostenibili, responsabilità definite e sistemi di garanzia della qualità.

La Fip sottolinea anche l’importanza di un approccio regolatorio proporzionato, definito come right-touch regulation che deve tutelare la sicurezza e gli standard professionali “senza creare barriere non necessarie”.

Ricadute concrete sul piano professionale

Il riconoscimento delle competenze, per la Fip, deve avere anche una ricaduta concreta nell’organizzazione del lavoro. Il credentialing viene indicato come uno “strumento strategico per lo sviluppo della forza lavoro, la sicurezza pubblica e il rafforzamento dei sistemi sanitari” e dovrebbe essere inserito nelle strategie nazionali per il supporto della forza lavoro e nella programmazione delle politiche sanitarie.

La Fip raccomanda di rafforzare i collegamenti tra credentialing e benefici personali e professionali tangibili, sostenendo che il conseguimento delle credenziali sia associato al riconoscimento nei ruoli lavorativi, nell’ambito della pratica professionale, nelle responsabilità nell’erogazione dei servizi, nella progressione di carriera, nel processo decisionale professionale, nelle promozioni e nella remunerazione.

Adattabilità ai diversi contesti nazionali

Il White Paper non punta a individuare un unico modello da applicare a tutti i sistemi sanitari, ma propone una base comune di principi adattabile ai diversi contesti nazionali. Come sottolineato dalla co-presidente della task force Bronwyn Clark, “non esiste un unico modello di credentialing adatto a ogni sistema sanitario”, e auspica invece “una base condivisa di principi” che possa essere adattata alle circostanze nazionali mantenendo qualità, credibilità e trasparenza.

Le indicazioni sono rivolte a un insieme ampio di soggetti: autorità regolatorie nazionali e regionali, organizzazioni professionali dei farmacisti, organismi di accreditamento e certificazione, enti di formazione, ministeri e decisori politici, datori di lavoro e responsabili della pianificazione della forza lavoro, finanziatori dei servizi sanitari e farmacisti.

Sul piano internazionale, la Fip auspica il favoreggiamento di una terminologia condivisa e incoraggia, dove gli accordi esistenti e i requisiti normativi lo consentano, il riconoscimento delle credenziali tra Paesi per sostenere la mobilità della forza lavoro. Allo stesso tempo, possono essere validi sia sistemi volontari sia sistemi formalizzati, lasciando ai diversi contesti nazionali la possibilità di adattare il modello alle proprie caratteristiche.

Sofia Ricci
Autore

Sofia Ricci

Sofia Ricci, giornalista specializzata in formazione e sviluppo di carriera, guida studenti e professionisti tra percorsi di studio, competenze richieste dal mercato e strategie di crescita professionale.