In un colpo di scena diplomatico, i negoziati tra Stati Uniti e Iran, previsti per il 19 giugno in Svizzera, sono stati rinviati a tempo indeterminato. Questo sviluppo segue la cancellazione del viaggio del vicepresidente statunitense J.D. Vance, che avrebbe dovuto incontrare i mediatori di Qatar e Pakistan per avviare i colloqui con Teheran.
La decisione è stata annunciata dal governo svizzero, che ha ribadito la propria disponibilità a facilitare i colloqui. Il ministero degli Esteri elvetico ha dichiarato che il lavoro preparatorio prosegue, ma non ha fornito una nuova data per i colloqui.
Il contesto dei negoziati
I colloqui, che avrebbero dovuto svolgersi al Bürgenstock, nei pressi di Lucerna, erano volti a raggiungere un accordo per porre fine al conflitto in Medio Oriente. La Svizzera, che ha un ruolo di mediazione, ha confermato di essere pronta a proseguire i preparativi.
Il portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri, Nicolas Bideau, ha dichiarato: “La Svizzera resta pronta e prosegue i preparativi. Rimane pienamente impegnata nei suoi sforzi per promuovere il dialogo.”
Gli sviluppi paralleli nel conflitto
Mentre i negoziati vengono rinviati, la situazione in Medio Oriente rimane tesa. Nella notte, le Forze di Difesa Israeliane hanno effettuato raid aerei nel sud del Libano, uccidendo almeno 16 persone. Gli attacchi sono stati una risposta alle ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte di Hezbollah, il gruppo terroristico sostenuto dall’Iran.
Il presidente americano Donald Trump ha commentato l’accordo con l’Iran, definendolo “probabilmente equivalente a una resa incondizionata” di Teheran. Trump ha ribadito il proprio potere e la propria capacità di gestire la situazione, affermando che “non ci sono limiti al mio potere, non ho imparato nessuna lezione.”
Le reazioni internazionali
La Federazione iraniana di calcio ha annunciato che presenterà un reclamo alla FIFA per le “restrizioni” imposte alla nazionale durante il Mondiale 2026. Secondo Teheran, queste misure rischiano di compromettere la preparazione della squadra in vista della prossima partita contro il Belgio.
La nazionale iraniana, già irritata dal rifiuto degli Stati Uniti di concedere visti ad alcuni membri dello staff per il torneo, denuncia di essere stata autorizzata ad arrivare a Los Angeles “solo un giorno prima della partita”, invece dei due giorni richiesti. “Queste restrizioni sono contrarie al principio di uguaglianza delle condizioni per tutte le squadre partecipanti e rischiano di nuocere alla preparazione”, ha affermato un responsabile della selezione.
Intanto, il dipartimento della Guerra Usa ha informato il Congresso di aver bisogno di circa 80 miliardi di dollari aggiuntivi per coprire i costi legati al conflitto con l’Iran e altre spese operative. Senza un nuovo provvedimento di finanziamento straordinario, le forze armate potrebbero esaurire i fondi disponibili già durante l’estate.



