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22 Maggio 2026

Cantieri di lavoro in Piemonte: fondi ampliati e partecipazione da 50 anni

La Regione Piemonte aggiorna i cantieri di lavoro: più risorse, soglie d'età abbassate e indennità finanziate dalla Regione per favorire il reinserimento occupazionale

Cantieri di lavoro in Piemonte: fondi ampliati e partecipazione da 50 anni

Il 19 maggio 2026 la Regione Piemonte ha presentato una nuova configurazione dei cantieri di lavoro, un intervento pensato per sostenere chi si trova in difficoltà sul mercato del lavoro. L’operazione combina un aumento delle risorse disponibili con modifiche ai requisiti di partecipazione, mirando a rendere i percorsi più accessibili e meno onerosi per gli enti locali coinvolti.

Per chiarire, i cantieri di lavoro sono percorsi di inserimento temporaneo presso enti pubblici per attività di utilità collettiva in settori come l’ambiente, la cultura, il turismo e i servizi alla persona. I partecipanti mantengono lo status di disoccupati e percepiscono un’indennità durante la partecipazione.

Cosa cambia rispetto alle edizioni precedenti

La principale novità riguarda l’incremento delle risorse: il finanziamento iniziale passa da 10 a 13 milioni di euro, con ulteriori stanziamenti programmati per l’anno successivo. In parallelo, la soglia minima di età per accedere ai cantieri viene abbassata da 56 a 50 anni, ampliando la platea dei potenziali beneficiari. Un altro elemento di rilievo è il nuovo assetto del finanziamento dell’indennità: sarà coperta interamente dalla Regione, eliminando l’obbligo di cofinanziamento da parte di Comuni o altri enti pubblici promotori.

Requisiti e benefici per i partecipanti

Con il calo della soglia anagrafica e la conferma dello status di disoccupato durante l’attività, l’iniziativa punta a dare a più persone la possibilità di restare attive e recuperare una fonte di reddito aggiuntiva ai sussidi. Il vice presidente e assessore al Lavoro Maurizio Marrone ha descritto l’intervento come un rafforzamento del sostegno pubblico a chi fatica a reinserirsi nel mondo del lavoro, sottolineando l’importanza dell’inclusione sociale.

Modalità di attuazione e fonti di finanziamento

I fondi stanziati proverranno da diverse linee: il Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), il Fondo Regionale Disabili e risorse regionali. L’impegno finanziario iniziale per il 2026 supera i 13 milioni e il programma prevede l’aggiunta di altri 10 milioni nel 2027, secondo quanto comunicato dalla Regione. I progetti saranno presentati da Comuni, Unioni di Comuni e organismi di diritto pubblico e valutati sulla base della qualità, della sostenibilità e della capacità formativa.

Come verranno valutati i progetti

Le proposte saranno oggetto di una valutazione che privilegia la qualità progettuale e la sostenibilità delle attività, con attenzione alla dimensione formativa integrata. Gli enti attuatori dovranno dimostrare la capacità di offrire percorsi utili al reinserimento lavorativo e alla valorizzazione delle competenze dei partecipanti.

Destinatari, avvisi 2026 e distribuzione territoriale

Nel corso del 2026 sono previsti tre distinti avvisi: il primo, il più ampio, rivolto a disoccupati over 50 e a persone in carico ai servizi sociali; il secondo destinato al reinserimento di persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale; il terzo dedicato a persone con disabilità iscritte al collocamento mirato. La ripartizione delle risorse terrà conto dei tassi di disoccupazione e della presenza delle fasce fragili sul territorio, con una particolare concentrazione nell’area di Torino e della Città metropolitana.

In sintesi, il piano regionale combina misure economiche e organizzative per ridurre gli ostacoli all’accesso e alleggerire il carico finanziario dei soggetti attuatori, con l’obiettivo dichiarato di favorire il reinserimento sociale e lavorativo delle persone più vulnerabili.

Susanna Riva
Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.