In occasione della Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro (28 aprile), EU-OSHA ha presentato il sito dedicato alla campagna Ambienti di lavoro sani e sicuri 2026-2028, intitolata «Insieme per la promozione della salute mentale negli ambienti di lavoro». Il lancio evidenzia un cambio di prospettiva: la tutela psicologica non è più relegata alla sfera privata del lavoratore, ma diventa un elemento strutturale della prevenzione aziendale. Questo documento introduce strumenti pratici e materiali (guida, volantino, poster) già consultabili nella versione inglese del sito.
La scelta di concentrare il triennio sui rischi psicosociali nasce anche dai dati: la OSH Pulse Survey 2026 segnala che circa il 29% dei lavoratori nell’Unione europea riferisce stress, ansia o depressione causati o aggravati dalle condizioni di lavoro. Per questo motivo la campagna invita a passare da interventi individuali a una gestione complessiva, integrata nei sistemi aziendali, con materiali che saranno tradotti in tutte le lingue ufficiali dell’UE in vista del lancio completo previsto per ottobre 2026.
Perché serve un cambiamento di prospettiva
Storicamente la prevenzione ha privilegiato i rischi chimici, fisici e biologici, mentre lo stress e il benessere psicologico sono stati trattati come questioni personali. La guida della campagna richiama invece la necessità di un approccio sistemico: la salute mentale deve essere valutata, gestita e monitorata come qualsiasi altro rischio professionale. Questo implica ripensare la progettazione del lavoro, l’organizzazione delle mansioni, i processi decisionali e le modalità di supporto ai dipendenti, poiché molte forme di disagio nascono proprio dalle modalità con cui il lavoro è organizzato.
Implicazioni legali e gestionali
Dal punto di vista normativo la questione è chiara: il D.lgs. 81/2008 art. 28 stabilisce che la valutazione dei rischi debba riguardare tutti i fattori che incidono sulla salute e sicurezza, compreso lo stress lavoro-correlato. Di conseguenza la valutazione non è facoltativa ma parte integrante del DVR. Integrare i rischi psicosociali significa aggiornare i sistemi di gestione, definire ruoli e responsabilità e predisporre procedure di monitoraggio e miglioramento continuo, così da trasformare l’obbligo normativo in un’opportunità di resilienza aziendale.
Le cinque aree prioritarie della campagna
La campagna individua cinque ambiti su cui intervenire in modo prioritario: valutazione e gestione dei rischi psicosociali, contrasto a molestie e violenza, integrazione tra rischi fisici e salute mentale, focus sul settore socio-sanitario e sostegno attivo alla salute mentale. Ciascuna area richiede misure concrete: dall’analisi dei fattori di rischio alla progettazione di piani di miglioramento, fino a procedure chiare di segnalazione e gestione degli episodi di molestia o violenza. L’obiettivo è costruire una cultura preventiva che valorizzi il benessere come risorsa aziendale.
Il caso del settore sanitario
Il comparto sanitario e dell’assistenza è segnalato come particolarmente esposto: carichi di lavoro elevati, richieste emotive intense e frequente esposizione a situazioni difficili aumentano i rischi psicosociali. La campagna suggerisce misure mirate, come il supporto psicologico strutturato, la formazione per la gestione dello stress e la riorganizzazione dei turni. Tuttavia il messaggio è che nessun settore è esente: anche contesti apparentemente meno critici possono sviluppare fenomeni di burnout e disagio psicologico.
Strumenti disponibili e prossimi passi
Il sito della campagna offre già strumenti pratici: una guida operativa, un volantino e un poster, attualmente in inglese ma prossimamente tradotti in tutte le lingue ufficiali dell’UE. EU-OSHA invita datori di lavoro, RSPP e rappresentanti dei lavoratori a esplorare fin da ora questi contenuti per integrare la valutazione dei rischi e pianificare interventi. L’iniziativa si inserisce nella più ampia strategia EU-OSHA 2026-2034, che pone la resilienza organizzativa e la protezione della salute mentale tra le priorità per affrontare le sfide del lavoro moderno.
In conclusione, la campagna 2026-2028 non è solo un richiamo teorico: propone un percorso operativo per trasformare la prevenzione, con strumenti concreti e un invito alla collaborazione tra istituzioni, aziende e professionisti della sicurezza. Integrare la salute mentale nei processi di gestione dei rischi significa tutelare le persone e migliorare la sostenibilità e la produttività delle organizzazioni.