La Giunta regionale dell’Umbria ha recentemente approvato un importante stanziamento di 10 milioni di euro per le borse di studio universitarie destinate agli studenti in condizioni economiche svantaggiate. Questo fondo, finanziato nell’ambito del Programma regionale Fse+ 2026-2027 rappresenta un incremento significativo rispetto all’anno precedente e mira a garantire l’accesso agli studi terziari e a favorire la permanenza nei percorsi formativi.
L’iniziativa, proposta dall’assessore all’Istruzione e al Diritto allo studio Fabio Barcaioli si inserisce in un percorso avviato dalla Regione per rimuovere gli ostacoli economici che possono limitare le opportunità di ragazze e ragazzi. Le risorse saranno destinate agli iscritti agli atenei e agli istituti di alta formazione presenti in Umbria, contribuendo a sostenere il diritto allo studio.
Borse di studio Intercultura: 14 studenti in 14 Paesi
Nel frattempo, 14 studenti del Piemonte e della Valle d’Aosta hanno ottenuto una borsa di studio Intercultura per l’anno accademico 2026-2027. Questi giovani avranno l’opportunità di studiare in 14 Paesi diversi, distribuiti in quattro continenti. Tra i destinatari, Julie dell’Istituto Classico Artistico Musicale di Aosta partirà per l’Indonesia, mentre Rebecca dell’Istituto Monti di Chieri andrà in Corea del Sud.
Le borse coprono programmi di durata variabile, da un trimestre a un anno intero. La maggior parte delle assegnazioni, pari al 57,1% prevede una permanenza annuale. I Paesi ospitanti includono destinazioni in Europa, Asia, Nord America, America Centrale e Sud America, offrendo un’esperienza interculturale unica per ogni studente.
Le sfide degli studenti gazawi
Mentre in Italia si celebrano queste opportunità, gli studenti gazawi si trovano ad affrontare ostacoli burocratici che mettono a rischio il loro futuro accademico. Loai uno studente beneficiario di una borsa di studio per l’Università di Ferrara, è rimasto bloccato a Gaza a causa della richiesta di una certificazione di lingua italiana B2, un requisito che non era stato richiesto al momento della selezione.
La situazione è resa ancora più complessa dalle nuove procedure per gli studenti internazionali, che includono la valutazione del cosiddetto rischio migratorio. Questo filtro, applicato alle rappresentanze diplomatico-consolari, deve stabilire se lo studente voglia effettivamente venire in Italia per frequentare un percorso universitario o se l’iscrizione possa essere usata come pretesto per entrare nel Paese e restarvi per altri motivi.
La richiesta di certificazione linguistica, sebbene prevista dalle nuove linee guida, ha creato un paradosso per gli studenti gazawi, che si trovano in condizioni di guerra e distruzione delle infrastrutture educative. Nonostante l’Università di Ferrara abbia offerto corsi intensivi di lingua italiana e inglese durante l’estate, la richiesta è stata respinta, lasciando Loai e altri studenti in una situazione di incertezza.



