Il più grande network professionale al mondo sta testando una novità che unisce intelligenza artificiale e ricerca di lavoro. Gli utenti Premium di LinkedIn, a partire da questa settimana, potranno cliccare su un pulsante che chiede al sistema di creare una bozza di lettera di presentazione da inviare direttamente ai responsabili delle assunzioni. L’obiettivo è semplificare la fase di candidatura, riducendo il tempo necessario per redigere un messaggio personalizzato.
La nuova opzione “AI redige la tua cover letter” su LinkedIn
All’interno della pagina di un annuncio di lavoro compare ora il bottone “Consenti all’AI di redigere un messaggio per il team di assunzione”. Una volta attivato, l’algoritmo esamina tre categorie di dati: le informazioni presenti nel profilo del candidato, i dettagli dell’offerta (ruolo, competenze richieste, descrizione aziendale) e le informazioni pubbliche sul recruiter o sull’azienda. Con questi elementi, l’AI elabora una bozza che appare già strutturata e coerente con il contesto.
Come viene generata la bozza
Il modello non si limita a riempire spazi vuoti, ma costruisce frasi in base a parole chiave individuate nell’annuncio e a esperienze riportate nel curriculum. Il risultato è un testo che rispecchia le parole chiave richieste, ma mantiene un tono neutro, pronto per essere rifinito dall’utente. LinkedIn sottolinea che la personalizzazione resta fondamentale: la bozza deve essere riveduta, corretta e adattata al proprio stile prima dell’invio.
Benefici per i candidati Premium e per i recruiter
Per i professionisti in cerca di impiego, la funzione rappresenta un risparmio di tempo significativo, soprattutto quando si devono gestire più candidature in parallelo. L’integrazione della AI consente di inviare messaggi più mirati, aumentando le probabilità di catturare l’attenzione del recruiter. D’altro canto, chi si occupa di selezione riceve lettere che contengono informazioni più precise e contestualizzate, facilitando la valutazione iniziale dei profili e riducendo il carico di lavoro del Applicant Tracking System.
Attenzione alle trappole: usare l’AI senza perdere la personalità
Seppur promettente, l’utilizzo dell’AI presenta dei rischi. Una bozza generata automaticamente tende a risultare generica e priva di aneddoti personali, elementi che spesso distinguono una candidatura efficace. Gli esperti segnalano che i selezionatori hanno sviluppato un “sesto senso” per individuare testi troppo levigati, che possono finire nella cartella dello spam interno. Inoltre, la dipendenza totale dall’AI può creare difficoltà durante il colloquio, dove è necessario approfondire in modo spontaneo i punti evidenziati nella lettera.
Quando affidarsi all’AI e quando intervenire
Il modo più produttivo di sfruttare la nuova funzionalità è quello di considerarla un primo abbozzo. Dopo aver generato la bozza, rileggerla attentamente, inserire esempi concreti di progetti realizzati e adeguare il tono al proprio stile comunicativo. È inoltre consigliabile verificare che le parole chiave inserite corrispondano realmente alle proprie competenze, evitando di gonfiare il profilo con skill non possedute. In questo modo si ottiene il meglio della velocità offerta dall’AI senza sacrificare l’autenticità.
Infine, è importante sottolineare che, per ora, la prova è disponibile solo in lingua inglese. Gli utenti italiani dovranno attendere l’estensione della funzionalità o ricorrere a traduzioni manuali. Nel frattempo, chi desidera sperimentare può utilizzare gli strumenti di correzione grammaticale basati su AI per affinare le proprie lettere, mantenendo il controllo creativo e garantendo che il messaggio rimanga unico.



