Salta al contenuto
27 Ottobre 2026

Fine del mercato del Carmine, l’edificio passa al patrimonio comunale

Il mercato chiude e il Comune pianifica un nuovo polo di aggregazione per il Carmine.

Fine del mercato del Carmine, l’edificio passa al patrimonio comunale

Il mercato coperto del Carmine ha vissuto gli ultimi mesi un cambiamento strutturale: la Giunta comunale ha deciso di revocare la sua destinazione mercatale e di restituire l’immobile al patrimonio comunale. La decisione, comunicata ufficialmente il 13 ottobre, segna la conclusione di un’esperienza commerciale che, nonostante diversi interventi di riqualificazione, non è riuscita a garantire una sostenibilità economica a lungo termine.

L’intervento è stato proposto congiuntamente dall’assessora al commercio, artigianato e marketing territoriale Tiziana Beghin e dall’assessore al patrimonio Davide Patrone. Entrambi hanno sottolineato la necessità di ri-immaginare lo spazio mantenendolo però nella sfera del pubblico, in modo che continui a essere un punto di riferimento per la vita collettiva del quartiere.

Cessazione della destinazione mercatale e trasferimento al patrimonio indisponibile

Con la delibera della Giunta, l’intero edificio è stato spostato dal demanio comunale al patrimonio indisponibile. Questa variazione non implica una vendita o una liberalizzazione dell’immobile, ma semplicemente un nuovo regime patrimoniale che consente all’Amministrazione di destinare l’asset a usi di interesse generale. In pratica, la struttura rimarrà di proprietà pubblica, pronta per essere programmata in linea con le esigenze territoriali e urbanistiche vigenti.

Il passaggio di regime è accompagnato da una serie di vincoli previsionali: ogni futura destinazione dovrà rispettare le norme urbanistiche del Comune di Genova e gli eventuali vincoli storici o architettonici presenti sull’edificio. In questo contesto, la Giunta ha già indicato che la trasformazione non avverrà in forma improvvisa, ma attraverso un iter di valutazione e programmazione che coinvolgerà esperti, associazioni locali e la cittadinanza.

Obiettivi della giunta: trasformare lo spazio in punto di aggregazione

La sindaca Silvia Salis ha ribadito che la decisione nasce dalla volontà di rispondere a una necessità crescente di spazi di aggregazione nelle aree urbane. “Chi vive al Carmine merita di sapere quale sarà il futuro del mercato,” ha affermato, “e noi vogliamo costruire un luogo che favorisca la socialità, soprattutto per chi ha meno occasioni di uscire di casa”.

L’assessora Beghin ha aggiunto che la cessazione della destinazione mercatale non significa abbandonare il valore dell’immobile, ma riconoscere che il modello commerciale tradizionale non è più adeguato alle nuove abitudini di consumo. Negli ultimi anni, sono stati sperimentati diversi progetti di rilancio, ma nessuno è riuscito a garantire una gestione stabile. Ora la sfida è individuare una funzione più coerente con le realtà sociali ed economiche del Carmine.

Le parole della sindaca Silvia Salis

Silvia Salis ha sottolineato che il nuovo assetto deve “rispecchiare la responsabilità dell’Amministrazione verso i quartieri”. Ha espresso la volontà di rendere l’edificio un hub di iniziative culturali, sociali e associative, capace di accogliere eventi, laboratori, attività di assistenza e spazi di incontro per le fasce più fragili della popolazione. La sindaca ha inoltre assicurato che la trasparenza sarà la linea guida del percorso, con comunicazioni periodiche sulle fasi progettuali.

Prospettive operative e prossimi passi

L’assessore al patrimonio, Davide Patrone, ha evidenziato che il patrimonio comunale deve “esprimere concretamente il proprio valore sociale e territoriale”. Ha annunciato la costituzione di un tavolo tecnico con rappresentanti di associazioni, cooperative, enti culturali e imprenditori del quartiere. Questo gruppo avrà il compito di redigere un piano d’utilizzo che includa spazi per attività ricreative, servizi di supporto sociale e possibili iniziative di economia solidale.

Il prossimo calendario prevede, entro i prossimi sei mesi, la pubblicazione di uno studio preliminare di fattibilità, seguito da una gara d’appalto per la gestione di una serie di servizi di pubblico interesse. Le scelte operative dovranno tenere conto dei vincoli urbanistici e delle potenzialità architettoniche dell’edificio, che potranno essere valorizzate mediante interventi di riqualificazione energetica e di adeguamento agli standard di accessibilità.

La chiusura del mercato non segna la fine di un luogo, ma l’avvio di un processo di rigenerazione urbana finalizzato a restituire al quartiere del Carmine un centro di vita comunitaria. Il percorso, ancora in fase di definizione, sarà caratterizzato da una stretta collaborazione tra amministrazione e cittadinanza, con l’obiettivo di trasformare un edificio ormai “in attesa” in un vero e proprio polo di aggregazione pubblica.

Susanna Riva
Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.