Le stime ISTAT relative al secondo trimestre 2026 dipingono un quadro incoraggiante per l’Emilia-Romagna. La partecipazione al mercato del lavoro registra una crescita rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre l’occupazione risponde con un aumento significativo. Parallelamente, i soggetti in cerca di occupazione e gli inattivi in età lavorativa mostrano una diminuzione, segnalando un miglioramento dell’equilibrio occupazionale nella regione.
Questa evoluzione non è casuale: le politiche attive di collocamento, il rafforzamento dei percorsi formativi e gli incentivi per le imprese hanno contribuito a creare nuove opportunità. In particolare, le aree urbane di Bologna, Modena e Reggio Emilia hanno beneficiato di investimenti nelle tecnologie emergenti, favorendo l’assorbimento di manodopera qualificata.
Crescita della partecipazione e dell’occupazione nel Q2 2026
Nel periodo considerato, il tasso di partecipazione è passato dal 58,2% del secondo trimestre 2025 al 59,6% del 2026, un rialzo di 1,4 punti percentuali. L’occupazione è aumentata da 30,8% a 32,3% evidenziando l’assorbimento di nuove figure professionali soprattutto nei settori manifatturiero, logistico e dei servizi digitali. Le imprese hanno segnalato una maggiore capacità di reperire profili tecnici grazie a programmi di formazione in collaborazione con le università regionali.
Calо dei ricercatori di lavoro e degli inattivi
Il numero di persone registrate come in cerca di lavoro è diminuito di circa 6.500 unità rispetto al 2025, mentre gli inattivi hanno subito una riduzione di 5,8%. Questo trend è stato soprattutto evidente nelle province di Piacenza e Forlì-Cesena, dove le iniziative di reinserimento tramite tirocini e contratti a tempo determinato hanno prodotto risultati concreti.
Riduzione degli ammortizzatori sociali e segnali di criticità settoriali
Il ricorso a gli ammortizzatori sociali – indennità di disoccupazione, CIG e CIGS – è sceso in maniera marcata, passando da un picco del 2025 a valori più contenuti nel 2026. In termini numerici, le richieste di CIG sono diminuite del 22% mentre le domande di CIGS hanno registrato una riduzione del 18%. Nonostante questo miglioramento generale, permangono segnali di difficoltà in alcuni comparti, tra cui il turismo stagionale e alcune micro-imprese agricole, dove la domanda di manodopera resta fragile.
Criticità nel turismo e nell’agricoltura
Nel segmento turistico, soprattutto nella zona delle colline di Romagna, le assunzioni sono rimaste al di sotto delle aspettative a causa di una stagionalità più breve rispetto agli anni precedenti. Analogamente, le aziende agricole della zona di Parma hanno segnalato una carenza di operai specializzati, nonostante gli incentivi regionali. Questi fattori indicano che, pur registrando un trend positivo complessivo, la regione deve continuare a monitorare e sostenere i settori più vulnerabili per consolidare la ripresa.



