Napoli è stata recentemente inserita al settimo posto nella classifica mondiale delle città migliori per il workcation la pratica di lavorare da remoto durante un viaggio o una vacanza. Questo riconoscimento, attribuito dal Barometro Work from Anywhere di International Workplace Group (IWG) posiziona la città partenopea davanti a destinazioni come MedellínLisbona e Seul.
La classifica è stata stilata valutando fattori come il clima, la cultura, il costo degli alloggi e del cibo, i trasporti, la connessione internet, la sostenibilità e la disponibilità di spazi professionali. Napoli ha brillato grazie alla sua offerta culturale, al rapporto qualità-prezzo del cibo, alla vicinanza al mare, alle isole e ai siti archeologici, e ai costi ancora competitivi per chi dispone di un reddito internazionale.
Il lavoro ibrido: un fenomeno in evoluzione
Il lavoro da remoto ha vissuto un picco durante la pandemia, ma successivamente si è ridimensionato. Tuttavia, non è scomparso. Una ricerca coordinata dalla Stanford University su oltre 16.000 lavoratori laureati in 40 Paesi ha rilevato che il lavoro da casa si è stabilizzato, con circa una giornata e mezzo o due giornate alla settimana svolte da casa nei ruoli compatibili.
In Gran Bretagna l’Office for National Statistics ha rilevato che tra gennaio e il 28% degli adulti occupati lavorava in modalità ibrida. Questo fenomeno è fortemente concentrato nelle professioni manageriali, amministrative, tecniche e ad alta qualificazione, ma rappresenta comunque una porzione consistente del mercato.
La trasformazione degli spazi di lavoro
La trasformazione più interessante non è la sparizione dell’ufficio, ma il cambiamento della sua funzione. Per molti lavoratori, l’ufficio resta importante per incontrare colleghi, clienti e partner, ma non è più necessariamente il luogo in cui trascorrere cinque giorni alla settimana. Parallelamente, anche la casa non è sempre il luogo ideale da cui lavorare.
È in questo spazio intermedio che si inseriscono coworking uffici temporanei, business lounge e sale riunioni prenotabili per poche ore o per una giornata. Un segnale particolarmente interessante arriva da Londra dove nel luglio 2026 Airbnb ha avviato una sperimentazione nel mercato degli spazi di lavoro flessibili collaborando con Oneder e Work.Life.
Napoli e il workcation: opportunità e sfide
Napoli possiede molti degli elementi che possono attrarre chi vuole soggiornare più a lungo continuando a lavorare: un patrimonio culturale straordinario, collegamenti ferroviari ad alta velocità, un aeroporto internazionale, un’offerta gastronomica riconoscibile, la vicinanza alle isole e alla costa e un’identità urbana capace di trasformare anche una normale passeggiata in un’esperienza unica.
Tuttavia, la presenza al settimo posto di una graduatoria internazionale non è un’assoluzione generale né la prova che la città sia già pienamente attrezzata per questo mercato. Per trasformare l’interesse in economia reale servono alloggi adatti anche a permanenze di alcune settimane, connessioni affidabili, spazi di lavoro facilmente accessibili, servizi in più lingue, trasporti prevedibili e un’offerta capace di andare oltre il turismo tradizionale.
Il tema riguarda anche gli operatori dell’ospitalità. Una scrivania vera, una sedia ergonomica, una connessione verificata e la possibilità di accedere a una sala riunioni possono diventare elementi competitivi quanto una terrazza o una macchina per il caffè. Scrivere spazio di lavoro dedicato sotto la fotografia di un tavolino rotondo alto cinquanta centimetri potrebbe non essere più sufficiente.
Che Napoli sia davvero la settima città migliore al mondo per il workcation lo lasciamo alle preferenze personali. Che esista un numero crescente di persone interessate a soggiornare più a lungo, purché possano trovare un luogo decente in cui aprire il computer, sembra invece una conclusione molto meno controversa.



