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2 Agosto 2026

Anac: boom di appalti sotto soglia, 1,5 miliardi nel 2026

Nel 2026, il 31% degli appalti pubblici è stato affidato direttamente senza gara, con un valore complessivo di 1,5 miliardi di euro. L'Anac segnala rischi di sprechi e infiltrazioni criminali.

Anac: boom di appalti sotto soglia, 1,5 miliardi nel 2026

Nel panorama degli appalti pubblici italiani, emerge un fenomeno preoccupante: l’aumento esponenziale degli affidamenti diretti, soprattutto a ridosso della soglia massima consentita senza gara. Secondo l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) nel 2026 il 31% degli appalti di beni e servizi è stato assegnato direttamente, con un valore complessivo di 1,5 miliardi di euro.

Questa tendenza è stata accentuata dal raddoppio della soglia per l’affidamento diretto, passata da 75.000 a 140.000 euro nel 2026, e confermata dalla riforma del Codice degli appalti nel 2026. Il presidente dell’Anac, Giuseppe Busia ha più volte segnalato i rischi legati a questa pratica, tra cui sprechi, opportunismi e infiltrazioni criminali.

L’addensamento sotto soglia e i rischi per la trasparenza

L’analisi dell’Anac rivela un addensamento significativo di affidamenti diretti proprio al limite della soglia, tra i 135.000 e i 140.000 euro. Nel 2026, questi contratti sono stati ben 13.879, contro i 1.549 del 2026. Questo fenomeno, noto come addensamento sottosoglia solleva seri dubbi sulla trasparenza e sulla concorrenza.

L’assenza di gara rende difficile contrastare eventuali irregolarità, poiché i reati di turbativa d’asta e turbata libertà di scelta del contraente non sono applicabili. Inoltre, il reato di abuso d’ufficio un tempo utilizzabile per contrastare queste pratiche, è stato abrogato due anni fa. Questo ha creato un vuoto normativo che favorisce comportamenti poco trasparenti.

La geografia della corruzione negli appalti pubblici

L’analisi dell’Anac sul periodo 2026-2026 ha evidenziato che i reati più frequenti in materia di appalti pubblici sono la turbativa d’asta e la turbata libertà di scelta del contraente, contestati nel 28% dei casi. Segue la corruzione al 22%, mentre la concussione è rarissima, con solo l’1% dei casi.

Dal 1° gennaio 2026 al 15 maggio 2026, sono stati contati 141 procedimenti penali per fattispecie corruttive o condotte anomale in riferimento a contratti pubblici, quasi due al mese. Le regioni con il maggior numero di casi sono la Sicilia (24% dei procedimenti), la Campania (18%) e la Lombardia (10,4%).

Il ruolo delle donne nella corruzione

Un dato interessante emerge dall’analisi del coinvolgimento di genere: le donne rappresentano solo il 14% degli imputati, e il loro coinvolgimento in episodi di corruzione è ancora inferiore, con il 17% nel pubblico e il 22% nel privato. Questo potrebbe indicare un maggior grado di integrità tra le donne, come suggerito da uno studio del 2026.

Le imprese coinvolte e le misure di prevenzione

Le imprese medie e grandi, sebbene rappresentino solo lo 0,5% del tessuto produttivo italiano, sono coinvolte nel 31% dei casi di corruzione. Al contrario, le micro e piccole imprese, che costituiscono il 97,9% del tessuto produttivo, figurano solo nel 68% della casistica penale.

L’Anac ha adottato misure di prevenzione, come i pareri alle amministrazioni e le misure straordinarie di gestione, per contrastare la corruzione. Tuttavia, il fenomeno degli affidamenti diretti sotto soglia rimane una sfida significativa per la trasparenza e l’efficienza degli appalti pubblici.

Edoardo Marchesi
Autore

Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.