In un momento di grande instabilità geopolitica, l’Italia cerca nuove alleanze per garantire la sicurezza energetica. La premier Giorgia Meloni ha scelto la Norvegia come prossima tappa del suo viaggio alla ricerca di nuove rotte per il petrolio e il gas. La visita ufficiale a Oslo, prevista per giovedì 17 settembre, rappresenta un passo cruciale nella strategia energetica del governo italiano.
La Norvegia, con la sua posizione di rilievo nel settore energetico mondiale, è un partner strategico per l’Italia. Il Paese scandinavo è il dodicesimo produttore di petrolio a livello globale e il principale fornitore di gas all’Unione Europea, coprendo il 30% del fabbisogno annuo. Questa visita segna il primo arrivo di un capo del governo italiano a Oslo dopo 15 anni, sottolineando l’importanza della missione.
La strategia energetica italiana
L’Italia sta cercando di diversificare le sue fonti di energia per affrontare l’impennata dei prezzi del petrolio e del gas. Gli Houthi hanno quasi bloccato il canale alternativo a Hormuz, rendendo la situazione ancora più critica. In questo contesto, la Norvegia rappresenta una risorsa fondamentale. L’obiettivo di Meloni è consolidare la collaborazione bilaterale su innovazione tecnologicadifesa ed energia con un focus particolare sull’importazione di petrolio e gas.
Negli ultimi mesi, l’Italia ha intensificato le estrazioni in Basilicata, stretto accordi con l’Algeria per il gas, e offerto supporto al Qatar per la ricostruzione del gasdotto distrutto dall’Iran. La visita a Oslo è la quinta tappa di questo percorso diplomatico, che mira a garantire una maggiore autonomia energetica per l’Italia.
Il ruolo della Norvegia nel mercato energetico
La Norvegia è un leader nel settore delle energie rinnovabili, ma i recenti conflitti in Ucraina e in Iran hanno reso necessaria una revisione delle priorità energetiche. In agosto, il Paese ha deciso di procedere con nuove trivellazioni in mare, nonostante le opposizioni da parte di organizzazioni ambientaliste e dell’Unione Europea. Questa inversione di tendenza rende il petrolio norvegese una risorsa vitale per la stabilità dei mercati occidentali.
Attualmente, l’Italia importa solo l’1,7% del proprio fabbisogno nazionale di petrolio dalla Norvegia. Tuttavia, gli stravolgimenti degli ultimi sei mesi impongono una revisione di questa percentuale. Meloni punta a incrementare significativamente il volume delle importazioni, sfruttando i buoni rapporti diplomatici tra Roma e Oslo.
La collaborazione tra Eni e Vår Energi
Il legame economico tra Italia e Norvegia è consolidato da decenni. La società italiana Eni è presente in Norvegia dal 1965, operando sia nel settore del petrolio che in quello del gas. Nel 2025, Eni ha implementato attività estrattive specifiche attraverso una collaborazione con la società norvegese Vår Energi. Questa partnership offre una base solida per nuove intese bilaterali, che potrebbero coinvolgere anche il settore della difesa.
Durante la visita a Oslo, Meloni e il premier norvegese Jonas Gahr Støre terranno una cena con il mondo imprenditoriale dei due Paesi. Questo incontro servirà a consolidare i canali commerciali e tecnologici, aprendo nuove opportunità di cooperazione. La visita rappresenta un messaggio concreto agli elettori: il governo sta lavorando per contenere l’impennata dei prezzi del carburante attraverso azioni diplomatiche dirette.



