Il mercato del lavoro veneziano non è in crisi, ma in una fase di profonda trasformazione. Questa evoluzione richiede un impegno condiviso tra imprese, istituzioni e professionisti del lavoro. Le imprese devono innovare i modelli organizzativi, le istituzioni devono sostenere politiche demografiche e formative, mentre i professionisti devono accompagnare il cambiamento con competenza e visione.
I dati dell’Osservatorio regionale Mercato del Lavoro di Veneto Lavoro rivelano un quadro complesso. A fine 2026, la provincia di Venezia conta circa 51mila posizioni di lavoro dipendente in più rispetto alla fine del 2008, con un incremento di 4.100 nel solo 2026. La crescita è trainata principalmente dal settore terziario, mentre l’industria, nonostante il recupero dell’ultimo decennio, resta ancora sotto i livelli pre-crisi.
La sfida demografica: un bacino di lavoratori in diminuzione
Uno dei principali problemi è la diminuzione della popolazione in età lavorativa. Dal 1 gennaio 2011, la provincia di Venezia ha perso 34.157 residenti tra i 15 e i 64 anni, nonostante il contributo della popolazione straniera. Tra i cittadini italiani, dal 2002, il calo arriva a 96.245 persone, comprese le acquisizioni di cittadinanza.
Il peso della popolazione attiva sul totale dei residenti continua a diminuire: era il 69% nel 2002, oggi è sceso al 62%. Nello stesso periodo si registra anche una forte riduzione dei bambini e dei ragazzi: dal 1 gennaio 2012 sono diminuiti di 23.260 i residenti tra 0 e 14 anni, mentre tra gli italiani il calo supera le 24.700 unità. Oggi gli under 15 rappresentano meno dell’11% della popolazione.
L’impatto sul mercato del lavoro
Le analisi demografiche mostrano che Venezia ha già perso decine di migliaia di residenti in età lavorativa negli ultimi anni, e che nei prossimi dieci potrebbe perdere fino a 50.000 potenziali lavoratori. Questo calo demografico rappresenta un campanello d’allarme per la tenuta del sistema produttivo. Se mancano le persone, mancano anche le competenze, la capacità di innovare e la possibilità stessa di crescere.
Le nuove generazioni e le loro aspettative
Le nuove generazioni non cercano solo un impiego, ma un contesto, un equilibrio e una prospettiva. Non accettano modelli organizzativi rigidi e non rimangono in aziende che non investono su di loro. Questo cambio di paradigma richiede alle imprese di comprendere e integrare queste nuove aspettative per restare competitive.
Il presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Venezia, Luca Scalabrin, sottolinea che la demografia è la vera sfida del territorio. Se la popolazione in età attiva diminuisce, diminuisce anche la capacità del territorio di produrre valore. È un tema che riguarda tutti: imprese, istituzioni e professionisti.
L’area veneziana continua a distinguersi per la forte stagionalità, soprattutto nei servizi turistici. Questa caratteristica identitaria sostiene l’occupazione ma rende difficile stabilizzare i lavoratori e trattenere competenze. La stagionalità è parte dell’economia locale, ma oggi rischia di diventare un limite. Se un territorio vive di stagionalità, deve essere ancora più forte nella capacità di attrarre e trattenere lavoratori.
Il terziario cresce, l’industria invece non riesce a recuperare i livelli pre-crisi, anche se il lavoro a tempo indeterminato aumenta. Ma la domanda di lavoro temporaneo resta strutturale. Questo equilibrio funziona solo se la disponibilità di lavoratori è sufficiente. Oggi, invece, la mobilità è elevata e la retention è una sfida aperta.
Il Veneto ha una forza lavoro più istruita, più femminile e più internazionale. I laureati sono più del doppio rispetto a vent’anni fa, le donne veneziane hanno raggiunto livelli di partecipazione mai registrati prima, e gli stranieri rappresentano una componente stabile e indispensabile del mercato del lavoro.
L’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Venezia interpreta questi dati non come una fotografia, ma come una direzione. Il mercato del lavoro veneziano e veneto è in transizione, e la sfida non è gestire l’oggi, ma preparare il domani. La vera domanda è se Venezia e il Veneto sapranno attrarre, trattenere e valorizzare le persone che servono per continuare a crescere. È su questo che si gioca il futuro del territorio.



