Salta al contenuto
27 Luglio 2026

Venezia e il Veneto di fronte alla trasformazione del mercato del lavoro

Il mercato del lavoro veneziano è in evoluzione. Scopri come le imprese, le istituzioni e i professionisti stanno affrontando le nuove sfide

Venezia e il Veneto di fronte alla trasformazione del mercato del lavoro

Il mercato del lavoro veneziano non è in crisi, ma in una fase di profonda trasformazione. Questa evoluzione richiede un impegno condiviso tra imprese, istituzioni e professionisti del lavoro. Le imprese devono innovare i modelli organizzativi, le istituzioni devono sostenere politiche demografiche e formative, mentre i professionisti devono accompagnare il cambiamento con competenza e visione.

I dati dell’Osservatorio regionale Mercato del Lavoro di Veneto Lavoro rivelano un quadro complesso. A fine 2026, la provincia di Venezia conta circa 51mila posizioni di lavoro dipendente in più rispetto alla fine del 2008, con un incremento di 4.100 nel solo 2026. La crescita è trainata principalmente dal settore terziario, mentre l’industria, nonostante il recupero dell’ultimo decennio, resta ancora sotto i livelli pre-crisi.

La sfida demografica: un bacino di lavoratori in diminuzione

Uno dei principali problemi è la diminuzione della popolazione in età lavorativa. Dal 1 gennaio 2011, la provincia di Venezia ha perso 34.157 residenti tra i 15 e i 64 anni, nonostante il contributo della popolazione straniera. Tra i cittadini italiani, dal 2002, il calo arriva a 96.245 persone, comprese le acquisizioni di cittadinanza.

Il peso della popolazione attiva sul totale dei residenti continua a diminuire: era il 69% nel 2002, oggi è sceso al 62%. Nello stesso periodo si registra anche una forte riduzione dei bambini e dei ragazzi: dal 1 gennaio 2012 sono diminuiti di 23.260 i residenti tra 0 e 14 anni, mentre tra gli italiani il calo supera le 24.700 unità. Oggi gli under 15 rappresentano meno dell’11% della popolazione.

L’impatto sul mercato del lavoro

Le analisi demografiche mostrano che Venezia ha già perso decine di migliaia di residenti in età lavorativa negli ultimi anni, e che nei prossimi dieci potrebbe perdere fino a 50.000 potenziali lavoratori. Questo calo demografico rappresenta un campanello d’allarme per la tenuta del sistema produttivo. Se mancano le persone, mancano anche le competenze, la capacità di innovare e la possibilità stessa di crescere.

Le nuove generazioni e le loro aspettative

Le nuove generazioni non cercano solo un impiego, ma un contesto, un equilibrio e una prospettiva. Non accettano modelli organizzativi rigidi e non rimangono in aziende che non investono su di loro. Questo cambio di paradigma richiede alle imprese di comprendere e integrare queste nuove aspettative per restare competitive.

Il presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Venezia, Luca Scalabrin, sottolinea che la demografia è la vera sfida del territorio. Se la popolazione in età attiva diminuisce, diminuisce anche la capacità del territorio di produrre valore. È un tema che riguarda tutti: imprese, istituzioni e professionisti.

L’area veneziana continua a distinguersi per la forte stagionalità, soprattutto nei servizi turistici. Questa caratteristica identitaria sostiene l’occupazione ma rende difficile stabilizzare i lavoratori e trattenere competenze. La stagionalità è parte dell’economia locale, ma oggi rischia di diventare un limite. Se un territorio vive di stagionalità, deve essere ancora più forte nella capacità di attrarre e trattenere lavoratori.

Il terziario cresce, l’industria invece non riesce a recuperare i livelli pre-crisi, anche se il lavoro a tempo indeterminato aumenta. Ma la domanda di lavoro temporaneo resta strutturale. Questo equilibrio funziona solo se la disponibilità di lavoratori è sufficiente. Oggi, invece, la mobilità è elevata e la retention è una sfida aperta.

Il Veneto ha una forza lavoro più istruita, più femminile e più internazionale. I laureati sono più del doppio rispetto a vent’anni fa, le donne veneziane hanno raggiunto livelli di partecipazione mai registrati prima, e gli stranieri rappresentano una componente stabile e indispensabile del mercato del lavoro.

L’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Venezia interpreta questi dati non come una fotografia, ma come una direzione. Il mercato del lavoro veneziano e veneto è in transizione, e la sfida non è gestire l’oggi, ma preparare il domani. La vera domanda è se Venezia e il Veneto sapranno attrarre, trattenere e valorizzare le persone che servono per continuare a crescere. È su questo che si gioca il futuro del territorio.

Edoardo Marchesi
Autore

Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.